Nuova notte da incubo a Cerese per la chiusura dell’autostrada

La protesta del Comitato: «Alle 23.30 è cominciato l’inferno, non se ne può più». Martedì un incontro con il Comune. Anche gli autotrasportatori chiedono la bretella

BORGO VIRGILIO (CERESE). Un’altra notte insonne, a meno di una settimana di distanza dalla precedente, per gli abitanti di Cerese, Cappelletta e Romanore: occhi sbarrati per il troppo rumore e le pareti che vibrano. Sempre la stessa la causa: come lunedì scorso, l’Autobrennero è rimasta chiusa da Pegognaga a Mantova sud per lavori alla pavimentazione.

Uscita obbligatoria e traffico deviato sulla Cisa, tra le case delle frazioni di Borgo Virgilio. «Alle 23.30 di domenica è cominciato l’inferno, come sempre in questi casi - confermano gli attivisti del comitato Nuova salute e sicurezza 62, che martedì pomeriggio (1 ottobre) incontreranno il Comune - Non ne possiamo proprio più».. Stanchi dei mezzi pesanti in coda, delle frenate improvvise, dei colpi di clacson, delle autoradio a tutto volume e delle vibrazioni, che con il tempo hanno causato crepe nei muri delle case più vicine alla strada. E preoccupati per la salute: aspettano con trepidazione i dati delle rilevazioni estive dell’Arpa, dopo che il monitoraggio riguardante il periodo dall’11 gennaio al 18 febbraio aveva fatto emergere risultati per nulla rassicuranti. Le concentrazioni degli inquinanti erano entro i limiti di legge, ma di gran lunga superiori ai livelli medi registrati in Lombardia. Per tirare le somme, saranno necessari, però, i dati rilevati a giugno, per i quali il consigliere regionale Andrea Fiasconaro (M5S), una decina di giorni fa, ha sollecitato l’agenzia.

Le condizioni della Cisa danneggiano anche gli autotrasportatori, che si uniscono al comitato nel chiedere una viabilità alternativa: «In certo orari c’è un traffico da grande città - commenta Alberto Losi, presidente di Confartigianato Trasporti e direttore della Padana Trasporti, che gestisce 75 automezzi - la Regione deve investire per creare una strada che tagli fuori il paese. Anche perché in quest’area ci sono molte aziende che hanno bisogno dei nostri servizi. Tra l’altro, i rallentamenti per noi sono un grosso problema: ricordo che vanno rispettate le ore di guida».

Se l’Arpa ancora latita, sono arrivati, invece, i dati ufficiali sui flussi di traffico richiesti anche dal prefetto, che per giovedì mattina ha convocato tutte la parti in causa, comitato compreso. Si tratta di numeri riferiti all’ultima campagna di rilevamento della Provincia, che risale al 2016. «È normale che sia così - spiega Ildebrando Volpi, comandante della Polizia locale - perché non c’è un punto di rilevazione fisso. In ogni caso, di solito non ci sono scostamenti significativi nel breve termine. Questi sono i dati ufficiali: se ci sono dubbi occorre fare un’altra campagna di rilevamento».

Nel tratto Suzzara-Mantova, su 10 giorni d’analisi, il traffico giornaliero medio è di circa 16.500 veicoli (15.233 automobili e 1.226 camion). Il flusso aumenta nei giorni feriali (17.027 con 1.482 mezzi pesanti) e scende nei prefestivi (15.616 con 317 camion) e nei festivi (12.751 con 82 camion). —

S.Pin.

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