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Pronto soccorso del Poma,  ecco come sarà: due aree-colore per tagliare le attese

Nuovo progetto di riorganizzazione dell'ospedale. Da subito l’ampliamento del triage. Poi una nuova costruzione da 200 metri quadrati. Ma ne mancano ancora mille. E soprattutto almeno altri 50 posti letto per i malati  acuti

MANTOVA. Entro fine anno l’allargamento del triage rosicchiando un pezzo della sala d’attesa sovradimensionata e entro il 2021 la creazione di una nuova ala in aggiunta e attaccata all’attuale fabbricato per arrivare almeno a 2.500 metri quadrati, mille in meno rispetto a quelli necessari per accogliere più di 50mila pazienti all’anno.

Col trascorrere delle ore emergono nuovo particolari sul progetto di ampliamento del pronto soccorso del Carlo Poma – concepito nel 2002 per un afflusso massimo di 15mila persone – allo studio dei tecnici da diversi mesi sulla base delle nuove linee guida dettata dal ministero della Salute.



L’obiettivo è sempre lo stesso: ridurre le attese e migliorare la logistica che ormai ogni giorno vede troppe barelle e carrozzine nei corridoi del reparto dell’emergenza.

Ma non solo: nel progetto dell’Asst di Mantova sono previsti il superamento dei tre ambulatori con l’attivazione di aree in base alla gravità dei pazienti e la creazione di due nuove stanze, l’access room (5-6 posti letto) per i pazienti in attesa di un ricovero e la discharge room (5-6 posti letto) per i pazienti già dimessi che però non hanno un posto dove andare o perché soli o perché in attesa di una sistemazione in una struttura per cure intermedie come Pot o Rsa.

Nel piano misteriale è prevista anche la presenza in reparto di un amministrativo per il disbrigo di tutta la burocrazia inerente accessi e ricoveri e per l’assistenza agli stranieri temporaneamente presenti nel Mantovano e sprovvisti di un medico. L’impegno di spesa è di circa 500mila euro e la nuova riorganizzazione dovrebbe andare a regime entro i prossimi due anni. Da subito però si procederà con l’allargamento del triage per consentire una migliore sistemazione dei pazienti in attesa di essere visitati. Ma l’ingresso negli ambulatori cambierà: non più in base alla gravità ma per aree-colore, una per i codici verdi e l’altra per i codici gialli. I rossi hanno sempre la precedenza su tutti.

La nuova costruzione sorgerà a fianco di quella attuale, nella zona dove attualmente c’è il presidio per i vigili del fuoco. Forse saranno sacrificati alcuni posti auto, che però saranno ricavati altrove. Questo nuovo spazio, seppure ancora insufficiente rispetto alle reali necessità di un pronto soccorso con più di 60mila accessi (compresi i pediatrici), consentirà di non vedere più distese di barelle o carrozzine lungo il corridoio. Il tutto grazie anche all’attivazione delle due nuove aree per l’accesso dei pazienti in attesa di ricovero e l’uscita di quelli in attesa di trovare una sistemazione.

Uno sforzo che l’Asst compie in attesa che vada a regime anche tutto l’impianto delle cure intermedie sul territorio con l’istituzione dei Pot (presidi ospedalieri territoriali). Contestualmente si spera anche che in tempi rapidi si possa procedere ad un riequilibrio dei posti letto per acuti e per cronici in base alla popolazione residente. Se così fosse l’ospedale potrebbe aspirare a chiedere almeno 50 letti in più.




 

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