La centrale di Ostiglia investe 6 milioni su ambiente e sicurezza

L’amianto sparirà dall’impianto e sarà rifatto il purificatore dell’acqua. Trattative col Comune per trasformare l’attracco a fiume in un porto turistico 

OSTIGLIA Un investimento di oltre sei milioni nel giro di tre anni per migliorare le prestazioni ambientali e la sicurezza della centrale termoelettrica. Entro il 2020 sparirà anche l’ultima presenza di amianto, rivestimento largamente utilizzato negli anni 60’ e ’70. Sarà completamente rifatto il ciclo di approvvigionamento dell’acqua di processo e infine verranno ripuliti gli oleodotti che inizialmente servivano per il trasporto dell’olio combustibile, resi inutili dalla trasformazione dell’impianto a gas.

Uno sforzo notevole della società Ep produzione che in Italia gestisce gli impianti del gruppo ceco EPH (Energetický a průmyslový holding), sesto produttore europeo. Sei centrali per 4.300 Megawatt, dei quali 1.137 installati ad Ostiglia. Dove la centrale è nata negli anni ’60 come impianto privato. Passata ad Enel, fra 2004 e 2005 è stata completamente trasformata a gas con tre gruppi a ciclo combinato che ogni anno producono quasi 3 milioni di GigaWattore , quanto basta per sostenere i consumi di Milano, Napoli e Torino messe assieme. Con 64 dipendenti, nel 2018 la centrale ha avuto un calo produttivo (-28,4% rispetto al 2017) dovuto alla minore richiesta interna. Fluttuazioni di mercato che hanno inciso anche abbassando leggermente il rendimento (-1%) a causa dei più frequenti spegnimenti e riaccensioni.


Al netto di questo la società, appartennete ad una holding finanziariamente solida, ha dedicato gli ultimi anni ad una programma di notevoli investimenti sul fronte della riqualificazione ambientale e della sicurezza.

Intanto saranno rimosse le ultime coibentazioni contenenti amianto. Si tratta di quelle presenti nel gruppo 4, nato nel 1974 ed oggi definitivamente spento. Pur essendo l’amianto già in sicurezza, la società ha deciso volontariamente di toglierlo. L’investimento previsto è di 3,3 milioni di euro entro la fine del prossimo anno. Un milione sarà investito per rifare l’impianto di demineralizzazione dell’acqua e circa un milione e 300mila euro saranno invece necessari per la completa pulizia degli oleodotti, anche questi da anni in disuso. Il tratto fra la centrale e le cisterne verso Correggioli sarà inertizzato riempiendolo di terra. Quello per Sermide sarà invece completamente lavato e ripulito e poi tenuto “in riserva”, trattandosi di una infrastruttura energetica strategica.

Sempre per quanto riguarda le parti dismesse, il camino in cemento collegato al gruppo 4, non più in servizio, ed alto 200 metri dovrà essere abbattuto entro il 2030, se non interverranno progetti alternativi. Come per il vecchio attracco delle bettoline a fiume dove si sta trattando con il Comune per trasformare le strutture già esistenti in un porticciolo turistico sul fiume Po. 


 

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