In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Il Comune va avanti sul cimitero ebraico: «Mantova hub tutela l’intera San Nicolò»

L'assessore Murari: «Nessuno ci ha mai chiesto di abbattere i capannoni. Stiamo lavorando per recuperarli con altre soluzioni»

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. «Affermare che per legge i capannoni andrebbero abbattuti è pura cialtroneria». Così l’assessore all’urbanistica Andrea Murari replica al consigliere comunale di Forza Italia, Giuliano Longfils, sulla tutela dell’antico cimitero israelitico nell’area di San Nicolò. «Quell’area è vincolata da un decreto di interesse culturale, notificato al Comune di Mantova l’8 maggio 2013, Sodano sindaco e Longfils presidente del consiglio» sottolinea l’assessore.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Mantova, il consigliere di minoranza Longfils: "Cimitero ebraico intoccabile e il sindaco doveva saperlo"]]

Il quale, dunque, per ribadire la volontà della giunta di proseguire con il progetto Mantova hub punta su un altro vincolo, diverso da quelli impugnati da Longfils per bloccare l’operazione di rigenerazione urbana, che imporrebbero di non toccare quel luogo sacro, contenuti nell’atto di vendita del terreno dalla Comunità ebraica all’impero austriaco nel 1852, trascritti nel 1923 e inseriti in quello di cessione dell’area, nel 2017, dal demanio dello Stato al Comune.

«Quel vincolo del 2013 - prosegue Murari - è chiarissimo e riguarda non solo il tema della tutela dell’antico cimitero ma anche delle altre fasi della ricchissima stratificazione storica dell’area». Quindi, quel vincolo «tutela sia i capannoni che la polveriera, motivo per cui ogni fase progettuale di Mantova hub è stata concordata e approvata dalla competente sovrintendenza che verifica anche gli scavi». Il progetto di valorizzazione in base al quale il Comune ha avuto l’area dal demanio, «obbliga via Roma a recuperare la memoria di tutto il complesso».

Per questo il Comune, «in accordo con l’unione delle comunità ebraiche italiane, ha incaricato il Politecnico di Milano polo di Mantova di supportare scientificamente la progettazione del recupero» di San Nicolò. Murari chiarisce: «L’Ucei non ci ha mai chiesto quanto affermato da Longfils; né ce lo ha chiesto la comunità ebraica mantovana e nemmeno il rabbinato italiano, che ci ha chiesto, invece, di trovare soluzioni tecniche diverse da quelle sinora condivise con tutti gli interlocutori per il recupero degli edifici. Richieste sulle quali stiamo lavorando».

Anche il Politecnico di Milano polo di Mantova conferma che i vincoli sull’antico cimitero ebraico risalenti al 1852 erano ben noti. Tanto che l’Amministrazione comunale, già nel 2014 con Sodano, per ottenere la cessione dell’area dal demanio, richiese al polo di Mantova l’elaborazione di una ricerca storica sull’intero complesso di San Nicolò.

«Nel 2017 - ricorda una nota dell'ateneo - il Comune, con l’amministrazione Palazzi, ha voluto approfondire il primo studio e, con il supporto scientifico del Politecnico nonché una specifica consulenza di esperti dell’Ucei, ha promosso una seconda fase di indagine che fornisse indicazioni per affrontare la pianificazione del recupero di tale area in coerenza con le orme della tradizione ebraica in materia di luoghi di sepoltura».

Il risultato della seconda fase di analisi è stato presentato pubblicamente il 13 dicembre 2018. «In quell’occasione - prosegue la nota - sono stati esposti gli esiti delle indagini storiche, geometrico-topografiche e di rilievo geomagnetico, le prescrizioni da adottare nelle operazioni di scavo e di ritrovamento nonché specifiche norme per la valorizzazione dell’area cimiteriale». E conclude: «In entrambe le fasi il Politecnico ha condotto studi e ricerche per elaborare soluzioni compatibili con quei vincoli noti a tutti».

I commenti dei lettori