Indecast punta a vendere l’impianto “Bottini”

Dopo lo stop alla lavorazione dei reflui di discariche la redditività è diminuita. Ora però il Tar ha sconfessato la Provincia

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Indecast, la controllata del Comune di Castiglione delle Stiviere, potrebbe cedere l'impianto denominato “Bottini”. L'indirizzo è stato dato dall'amministrazione Volpi nel documento di definizione degli obiettivi.. Se si arriverà alla cessione, Indecast perderebbe così un altro ramo d’azienda, quello che, prima dello stop dettato dalla vicenda dei Pfas (i composti perfluorurati che non venivano smaltiti nel ciclo di lavorazione), rappresentava una fonte importante di introiti. Dopo il ramo idrico, ceduto dalla passata amministrazione nel 2016 a Tea Acque (che poi ha provveduto a creare la nuova società AqA), ora potrebbe arrivare anche la messa sul mercato di questo impianto.

L'indirizzo è stata dato anche se, da quanto si apprende, la gara di messa in vendita non è ancora stata preparata e si sta procedendo con tutte le valutazioni del caso. La riqualificazione dell'impianto “Bottini” è stata al centro di una lunga querelle che ha visto protagonisti l'attuale e la passata amministrazione come l'attuale e la passata gestione di Indecast.


Dopo lo stop imposto dalla Provincia alla lavorazione dei reflui delle discariche, Indecast - con la guida di Franco Nodari - ha completato la riconversione dell'impianto che ora lavora solo scarti agroalimentari. Tuttavia, questa lavorazione, pur se al momento ha consentito di appianare le perdite e far tornare in utile Indecast, non sembra essere così redditizia come ci si aspettava. Da qui l'idea di valutarne la vendita.

Nell'aprile scorso, inoltre, arrivò la sentenza del Tar che sconfessava la Provincia e ammetteva che la sentenza era stata troppo restrittiva. A quel punto Indecast avrebbe potuto tornare a lavorare le vecchie sostanze, ma più volte in consiglio è stato ribadito che Indecast non avrebbe più lavorato prodotti contenenti Pfas. —


 

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