Un quinto delle polveri sottili arriva da camini e stufe a legna

Arpa: apparecchi vecchi inquinano anche mille volte più di un impianto a metano. Molti cittadini all’incontro organizzato dal Comune di Mantova su combustione e biomasse

MANTOVA. Un quinto delle polveri sottili che si respirano in città durante l’inverno proviene dalla combustione di biomassa legnosa, vale a dire da caminetti e stufe. È uno dei dati allarmanti emersi all’incontro pubblico organizzato dal settore Ambiente del Comune su “Opportunità e rischi dell’utilizzo della legna per il riscaldamento domestico”. Perché «se è vero che il mal d’aria del bacino padano ha tante sorgenti, è anche vero che non va sottovalutata l’incidenza della combustione da biomassa – ha dichiarato l’assessore Andrea Murari in apertura di lavori – per questo abbiamo riunito qui alcuni dei massimi esperti in materia per spiegare quali sono i pericoli e indirizzare verso comportamenti virtuosi».

Pericoli da non sottovalutare se si considera che «gli apparecchi a legna più vecchi possono emettere fino a cinquecento/mille volte di più di un apparecchio normale a metano», come ha sottolineato Guido Lanzani di Arpa Lombardia, che in provincia di Mantova circa il 48% delle emissioni di Pm10 primario arriva dalla combustione della legna e che solo per la città si parla di un 22% così come emerso da un’indagine con misurazioni in campo nella stazione di via Santa Agnese tra il 21 novembre 2017 e il 14 aprile 2018.


E non si tratta solo di polveri sottili ma anche di inquinanti cancerogeni come benzoapirene o diossina come rimarcato da Gian Luca Gurrieri di Regione Lombardia che ha illustrato la nuova regolamentazione per stufe e camini con relativa classificazione a stelle. «L’intenzione – ha precisato Gabriella Montanarini dell’assessorato all’Ambiente – non è quella di demonizzare questi impianti, ma di indirizzare i cittadini ad utilizzo consapevole». Un modo per ridurre le emissioni è quello di utilizzare apparecchi più efficienti, anche con caricamento automatico come le stufe a pellet di ultima generazione, ma altrettanto importante è la manutenzione come spiegato da Sandro Bani dell’associazione nazionale fumisti e spazzacamini e non da ultima la scelta del combustibile. Capitolo a parte quello riservato alla riduzione delle emissioni grazie al teleriscaldamento che, ha illustrato da Sandro Gabrielli di Tea Sei, nel 2018 ha evitato l’emissione in atmosfera di 40.888 tonnellate di anidride carbonica.

«La combustione della biomassa legnosa offre spunti di riflessione, sul tema dell’inquinamento atmosferico in senso lato, e coinvolge diversi attori: le istituzioni e cittadini – ha concluso Gabriella Montanarini – Tra Comunità Europea e governi nazionali da un lato, che operano attraverso l’emanazione di norme, e la condotta dei cittadini dall’altro, che si spera virtuosa, è utile sapere cosa fanno le amministrazioni locali sul fronte della riduzione delle emissioni inquinanti e dunque sul piano della lotta ai cambiamenti climatici». E per Mantova l’elenco è già lungo: parte del Pums e arriva al piano verde passando per i piani d’azione per ridurre le emissioni di CO2, il potenziamento delle piste ciclabili e l’approvazione delle linee guida per l’adattamento climatico.
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi