La morte dopo la visita al pronto soccorso, domani l’autopsia

La Procura apre un’inchiesta per capire le cause del decesso. Era stato dimesso a mezzanotte, trovato quattro ore dopo 

MANTOVA. Al momento nessun indagato per la morte del 68enne di Mantova il cui cadavere è stato rinvenuto lunedì all’alba ai piedi di una rampa di scale vicino al pronto soccorso, reparto dal quale l’uomo era stato dimesso alcune ore prima dopo una visita.

La procura ha comunque aperto un fascicolo d’inchiesta che probabilmente conterrà qualcosa di più nelle prossime ore dopo l’esito dell’autopsia che sarà eseguita nella mattinata di domani (mercoledì 9) al Carlo Poma da parte degli anatomopatologi di Verona. La vicenda è ormai nota. Gianfranco Baraldi, residente in città in via Torelli, era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Mantova domenica poco dopo le 19 lamentando dolori a gamba, caviglia e all’addome. Il paziente era stato accompagnato da un’ambulanza che lo aveva prelevato nel parcheggio del Poma dove era arrivato in autobus. L’equipaggio lo aveva lasciato al pronto soccorso attribuendo un codice verde e lo stesso codice, sulla base della sintomatologia presentata e raccontata dal paziente, era stato confermato anche dal personale del triage.



Intorno alla mezzanotte Gianfranco Baraldi è stato preso in carico da uno dei due ambulatori medici. Qui il sanitario di turno lo ha nuovamente visitato per circa quindici minuti e lo ha dimesso con prescrizione di una consulenza specialistica per i due disturbi che il paziente ha descritto come persistenti da parecchi mesi. Da quel momento in poi solo l’autopsia potrà dire che cosa sia successo. Il corpo dell’uomo, ormai privo di vita, è stato rinvenuto intorno alle 4,15 in una zona non accessibile all’utenza, poco distante dal pronto soccorso e ai piedi di una rampa di scale antincendio. Lunedì il figlio ha raccontato che circa dueanni fa il padre era stato colpito da un infarto in seguito al quale gli era stata riconosciuta un’invalidità.

Ieri al pronto soccorso facce tirate da parte di tutto il personale e bocce assolutamente cucite. Solo un sanitario si è lasciato scappare un breve commento: «Conosco bene il medico in questione e posso garantire che si tratta di un professionista serio e preparato. Sono sicuro che abbia fatto di tutto per indagare sui sintomi del paziente, che peraltro apparivano senza dubbio di natura cronica e non acuta». —




 

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