Longfils: «Zago vende la cartiera ai francesi», l’azienda: «Non è vero»

Il comitato anti-inceneritore in conferenza stampa attacca  Pro-Gest, Comune e Provincia e chiede di bloccare l’ok al raddoppio della produzione

MANTOVA. Il comitato contrario all’inceneritore Pro-Gest fa sentire la sua voce dopo che l’altro giorno, in conferenza di servizi, era stato allontanato. «Non siamo stati ammessi come osservatori - spiega in una conferenza stampa Giuliano Longfils, consigliere comunale di Forza Italia e membro del comitato - ma le nostre osservazioni sono state ugualmente acquisite agli atti. La Provincia dovrà controdedurle entro il 14 ottobre, data dell’ultima conferenza di servizi che dovrà autorizzare o meno il raddoppio della produzione. Sono osservazioni puntuali e, quindi, siamo speranzosi».

Longfils con i colleghi Michele Annaloro (Cinque Stelle) e Massimo Zera (Lega) illustra il documento redatto dall’avvocato Paola Brambilla, con cui si chiede alla Provincia di archiviare il procedimento autorizzativo, ma la bomba arriva sul finire. «Zago sta cercando di vendere la cartiera di Mantova perché si rende conto che non otterrà il raddoppio della produzione e nemmeno l’inceneritore. Ha provato con acquirenti italiani ma non li ha trovati e così sta trattando con i francesi». Un’affermazione che l’azienda, interpellata, reputa infondata e non degna di ulteriori commenti.


Tornando alle osservazioni, il comitato spiega perché la Provincia dovrebbe interrompere la conferenza di servizi: «Nel terreno della cartiera sono stati trovati cadmio e arsenico, ma non è stata fatta la caratterizzazione dell’intera area, per cui senza non si può iniziare alcun procedimento». Non solo. Non si poteva fare una valutazione ambientale postuma: «Hanno introdotto dei nuovi elementi con la documentazione presentata a fine procedimento, ma i cittadini non hanno potuto partecipare presentando le loro osservazioni».

Insomma, per il comitato Pro-Gest «ha violato le norme ambientali, edilizie, di pubblicità, di partecipazione,persino della libera concorrenza visto che è stata sanzionata dall’autorità garante. Quindi non è più un interlocutore credibile». Per Annaloro «dietro all’inceneritore c’è un affare da 65 milioni di euro tra ricavi che la Pro-Gest farà con la vendita dell’energia e risparmi».

E allora, che fare a questo punto? Il comitato promette battaglia: «Raccoglieremo fondi in piazza e sulla rete attraverso il crowdfunding per sostenere i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, che faremo non appena il Pd rilascerà i permessi». Con un’annotazione tutta politica: «La campagna elettorale per le comunali si avvicinano e si giocherà tutta sul sì o no all’inceneritore - dice Annaloro - Il Pd e la giunta Palazzi, così come la Provincia, sono favorevoli. Palazzi ha detto no al raddoppio della produzione ma in aula ha bocciato la nostra osservazione al Dup che chiedeva di cassare l’inceneritore. Ciò significa che la maggioranza è per l’inceneritore e a favore del raddoppio. I cittadini vigilino. Chiederemo a tutti i partiti di unirsi a noi per tutelare la salute».
 

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