Nuovo piano industriale Iveco: Fiom in trincea anche nel Mantovano

Stato di agitazione e assemblee in tutti gli stabilimenti: «Mancano garanzie  per i lavoratori a fronte dell’aumento della redditività»

SUZZARA. La Fiom Cgil ha svolto una serie di assemblee per discutere con i lavoratori del nuovo piano industriale Iveco annunciato il 3 settembre scorso a New York con l'obiettivo di aumentare in 5 anni il fatturato a un tasso del 5% annuo, incrementare il margine Ebit all’8% nel 2022 e del 10% nel 2024, far crescere il rendimento delle attività industriali al 20%. In questo clima di incertezza è stato confermato lo stato d'agitazione perché, come ha sottolineato Marco Massari, segretario provinciale della Fiom Cgil «è un piano che, come sindacato, non ci convince». Massari sarà l'11 ottobre a Torino, all'Unione Industriali, per un incontro formale tra i dirigenti Iveco e i sindacati. Tuttavia, la Fiom sollecita l'incontro al Mise a Roma, tra gli amministratori Iveco e i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali. In un volantino titolato “Un piano per gli azionisti ma pagano i lavoratori”, sono stati messi, nero su bianco, tutti i dubbi relativi al piano.

«Per la Fiom è inaccettabile che l’aumento della redditività e il raggiungimento degli obiettivi finanziari non garantiscano i lavoratori e la capacità industriale installata. L’Italia ha già pagato un prezzo salato nel recente passato con la chiusura di Imola e Valle Ufita e con un’assoluta incertezza sul futuro di tutti gli altri stabilimenti che con rare eccezioni sono stati quelli colpiti da tagli occupazionali – si legge nella nota - L’azienda ha deciso di aprire un confronto sui singoli stabilimenti mentre la Fiom ha chiesto che si apra un tavolo complessivo sul piano industriale, perché il confronto non può limitarsi alla gestione degli effetti sociali, ma deve essere sull’intero piano di ristrutturazione. Gli stabilimenti e i lavoratori non sono una margherita da sfogliare. È necessario sapere quali sono le strategie della proprietà, che effetti avrà lo spin-off sugli stabilimenti italiani visto lo stato di difficoltà che permane da tempo e l’incertezza degli stabilimenti Iveco, agricolo, movimento terra e Fpt».


La Fiom terrà assemblee in tutto il gruppo e proclama da subito lo stato di agitazione, fino allo sciopero, per portare il negoziato al Ministero dello Sviluppo Economico, come convenuto con tutte le organizzazioni presenti al tavolo.

M.P.
 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Mantova: incendio di piumini vicino alla fermata del bus della scuola

La guida allo shopping del Gruppo Gedi