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Mantova, accelerano i lavori al Palazzo del Podestà: «In primavera tutto finito»

L’assessore Martinelli: «Finora spesi i due terzi dei 23 milioni previsti». Prossimi interventi i bagni in comune con la Ragione e il recupero della Masseria. Il 26 e 27 ottobre la riapertura straordinaria e parziale con gli Amici di Palazzo Te

Sandro Mortari
1 minuto di lettura

MANTOVA. «I lavori a Palazzo del Podestà stanno andando avanti secondo il cronoprogramma - afferma l’assessore ai lavori pubblici Nicola Martinelli - Finora sono stati spesi più di due terzi dei 23 milioni previsti, di cui sei dei 9 erogati dal governo in base allo stato di avanzamento dei lavori».

Il punto sul cantiere arriva tre settimane prima della riapertura parziale al pubblico del monumento (il 26 e il 27 ottobre) con gli Amici di Palazzo Te, secondo un percorso che Comune e associazione definiranno il 17 ottobre d’accordo con i tecnici delle due imprese, la Cmsa di Pistoia e la Piacenti di Prato, che stanno lavorando dal 2017 dopo uno stop di quattro anni. «Da quanto sappiamo, si potranno ammirare alcune stanze salendo sino alle prigioni» annuncia Italo Scaietta, presidente degli Amici di Palazzo Te.

E mentre nella giunta Palazzi si discute ancora sulla destinazione futura del Podestà (sarà il polo museale della città per l’arte contemporanea?) i lavori proseguono. «Abbiamo appena finito la facciata che dà su via Giustiziati - dice l’assessore - dove, in una stanza al primo piano, è stata ricavata la cabina elettrica che servirà sia il Podestà che la Ragione. Ora ci si sta concentrando sulla Pila uno tra il Podestà e la Ragione. Lì, dove ci sono l’ascensore e le scale di sicurezza ma nella parte del Podestà, dovranno essere realizzati i bagni che serviranno anche la Ragione».

Sono gli ultimi interventi per rendere autonomo Palazzo della Ragione e restituirlo alla città come sede di eventi (mostre e concerti soprattutto). «Dobbiamo accelerare - è l’imperativo dell’assessore - soprattutto perché dopo si dovrà passare al consolidamento del tetto della Masseria e alla sistemazione dei locali interni. Nel frattempo, andranno avanti i lavori di recupero delle altre stanze del palazzo, compreso il consolidamento dei solai, con l’obiettivo di terminare il primo lotto, per rendere fruibile solo una parte del palazzo, nella primavera del 2020».

Le impalcature rimaste al loro posto, quelle lato Masseria (su piazza Broletto) e quelle in piazza Erbe tra Podestà e Ragione, indicano dove il cantiere si svilupperà nei prossimi mesi. Non tutte le 227 stanze, che occupano otto livelli tra piani e ammezzati sfalsati, per un totale di 7mila metri quadrati, saranno recuperate: con il primo lotto solo 500 metri (e ancora un numero imprecisato di sale) saranno restituite al pubblico.

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