Piano industriale Iveco: il 28 Cnh e sindacati si confrontano al Mise

Investimento da 4,2 miliardi di dollari ma senza dettagli Fiom: «Si tratta di una ristrutturazione e va migliorata»

SUZZARA. L’azienda scrive “piano industriale”, i sindacati leggono “piano di ristrutturazione”. E in quanto tale da discutere al ministero per lo Sviluppo economico, dove l’umore è nero dopo il fallimento della trattativa con la Whirlpool, che si è rimangiata l’accordo già firmato e dal 1° novembre lascerà lo stabilimento di Napoli. Tutt’altra storia, questa di Cnh Industrial, che l’11 ottobre ha presentato ai sindacati le strategie per gli stabilimenti Iveco. Confermando il disegno d’investire 4,2 miliardi di dollari in cinque anni, ma senza offrire dettagli su tempi e prodotti. Morale, il 28 ottobre sindacati e azienda sono convocati al ministero per affrontare tutti i nodi irrisolti di un piano che divide le stesse sigle.

Alla voce “Suzzara” sono confermati la stabilità produttiva dello stabilimento Iveco, il lavoro in corso per l’elettrificazione del Daily nel 2021 e il lancio del nuovo modello nel 2024-2025. «Il fatto che in questo momento Suzzara non abbia ricadute da questa ristrutturazione non può confortarci – ripete il segretario della Fiom Cgil di Mantova, Marco Massari – Non di fronte a dinamiche di mercato che restano imprevedibili. Lo ribadisco, siamo preoccupati perché, a livello di gruppo, questo piano non garantisce i livelli occupazionali. Il ministero dello Sviluppo economico è quindi la sede naturale per migliorarlo». Intanto, per bocca di Michele De Palma, segretario nazionale e responsabile automotive, la Fiom ha confermato lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti Iveco.


Più morbido il giudizio espresso da Umberto Colella, segretario provinciale Ugl metalmeccanici: «Il piano industriale è ambizioso, concreto e strategico con contenuti complessi che dovranno essere sciolti in tempi brevi per non lasciare spazio ai competitori». L’Ugl concorda sulla necessità di chiarire obiettivi e relativi strumenti. E a proposito dei 4,2 miliardi di dollari, segnala Colella: «Non si è ancora definita una suddivisione precisa, per i vari siti produttivi. L’azienda investirà passo per passo per capire dove ci saranno priorità». Anche di questo si parlerà il 28 a Roma. —

Ig.Cip

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