#Finalmenteunagioia, il Comune replica a eQual: «Orgogliosi dei 41 assunti»

«L’obiettivo non è il tirocinio ma la stabilizzazione. E anche un solo giovane strappato alla condizione  di inoccupato è un successo»

MANTOVA. «I dati ufficiali sull’occupazione giovanile evidenziano un problema grave e serio, la cui soluzione non sta nella disinformazione né nella retorica populista». Il riferimento è all’associazione eQual, che ha accusato il Comune di aver «istituzionalizzato la precarietà» con i tirocini del progetto #Finalmenteunagioia, raccogliendo storie di sfruttamento tra gli stessi tirocinanti. «Solo i fatti rappresentano una risposta a un bisogno che urge nella vita di tanti giovani» replica Via Roma, che mette in fila i suoi dati. Allo sportello di “Finalmente una gioia” «si sono rivolti 305 giovani mantovani. Sono stati avviati 138 tirocini e sono 77 quelli sino ad ora giunti a termine, di questi 41 hanno avuto come esito l’assunzione, portando dunque la percentuale di stabilizzazione, frutto del progetto avviato dall’amministrazione Palazzi, al 53%, una percentuale altissima se confrontata con tutti gli altri interventi a favore dell’occupazione giovanile regionali e nazionali».

Il Comune mette 500 euro al mese per ogni tirocinante, «con premialità una tantum, ovvero solo per il primo anno, per l’azienda pari a 2.000 euro solo nel caso di assunzione a tempo indeterminato. Il lavoro svolto dall’agenzia di intermediazione è inoltre a carico dell’azienda, che in questo modo compartecipa ai costi del progetto». E l’accusa di sfruttamento? «L’azienda che non assume esce dal progetto per lasciare spazio ad imprese con maggiore motivazione o necessità – osserva il Comune – quindi parlare di sfruttamento non solo è sbagliato dal punto di vista tecnico, ma anche di principio». In ogni caso, «l’obiettivo non è il tirocinio ma la stabilizzazione».


«Il 57% dei ragazzi che partecipano al progetto vengono da un’esperienza di perdita del lavoro, mentre il 43% sono ragazzi che non sono mai entrati nel mondo del lavoro – informa l’assessore Giovanni Buvoli – Questo secondo dato quindi si riferisce a quella fascia di giovani definita col termine Neet e che rappresenta un grande criticità, perché si tratta di giovani scoraggiati. “Finalmente una gioia” offre loro l’opportunità, al di là del comunque utile tirocinio, di mettersi in gioco, fare esperienza e iniziare a immaginare un progetto di vita. Aggiungo che anche un solo giovane strappato alla condizione di inoccupato è da considerarsi un successo. Chi svilisce questi risultati dovrebbe chiedere ai 41 giovani ad oggi assunti, e alle loro famiglie, che cosa ne pensano».

«La differenza sensibile tra giovani che hanno fatto domanda allo sportello, 305, e i tirocini partiti, 138, è dovuta in larga parte alla mancanza di requisiti, in particolare la residenza a Mantova – chiarisce l’assessore Andrea Caprini – Per questa ragione invitiamo altri Comuni ad adottare questo progetto, come ha fatto Curtatone, in modo tale da dotarsi di uno strumento efficace per dare una risposta ai propri giovani».
 

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