Clandestini e sfruttati nel laboratorio tessile: arrestato il titolare

All’interno della maglieria cinese lavorano operai che vengono impiegati in turni massacranti, circa 10-12 ore al giorno e pagati per circa 4 euro all’ora, paga di molto inferiore a quanto previsto dal contratto nazionale di categoria che invece prevede un minimo di 8 euro per ogni ora di lavoro

CASTEL GOFFREDO. Clandestini e lavoratori in nero nel laboratorio tessile: arrestato il titolare. L’altra sera a Castel Goffredo i carabinieri della stazione, con i colleghi di Guidizzolo e Piubega in collaborazione con quelli del nucleo dell’ispettorato al lavoro di Mantova, e gli ispettori dell’Inps e dell’Inail e la polizia locale di Castel Goffredo, coordinati dal comandante dei carabinieri di Castiglione, il tenente colonnello Simone Toni, hanno controllato un laboratorio tessile che confeziona abbigliamento intimo.

Lo scenario è sempre lo stesso: all’interno della maglieria cinese lavorano operai che vengono impiegati in turni massacranti, circa 10-12 ore al giorno e pagati per circa 4 euro all’ora, paga di molto inferiore a quanto previsto dal contratto nazionale di categoria che invece prevede un minimo di 8 euro per ogni ora di lavoro.

La task force ha fatto irruzione all’interno del capannone intorno alle 16 di mercoledì, scatenando il solito scompiglio generale tra gli operai che, nel tentativo di sottrarsi al controllo, hanno cercato invano di raggiungere le varie uscite dello stabile, che però i militari avevano già circondato. All’interno del laboratorio i carabinieri hanno sorpreso al lavoro 10 cittadini cinesi, di cui 4 regolari sul territorio ma senza contratto di lavoro, e uno senza alcun documento di riconoscimento e quindi clandestino. Arrestato in flagranza H.J., 30enne cinese, residente a Castel Goffredo, titolare dell’attività, accusato di caporalato e sfruttamento di manodopera clandestina.

I carabinieri dell’ispettorato del lavoro hanno inoltre adottato un provvedimento di sospensione dell’attività oltre alla contestazione delle violazioni amministrative, pari a 21mila euro.
 

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