La marchesa vuole sfrattare l'80enne: ma Venezia scende in piazza

L’anziana, che vive sola ed è senza figli, lunedì 21 ottobre dovrà lasciare la casa. La società mantovana Canal Grande vuole trasformare l’immobile in un B&B

MANTOVA. Venezia si mobilita a favore di un’ottantenne a cui una società immobiliare con sede a Mantova, la Canal Grande, che ha come amministratore e socio unico la marchesa Maria Giuseppina Sordi, le ha intimato di lasciare il piccolo appartamento dove è nata e dove ha sempre vissuto. Quell’abitazione, 40 metri di superficie al piano terra, è l’ultima che resiste in un palazzo storico ormai svuotato che la società mantovana, dopo un intervento di restauro conservativo, pare voglia trasformare in una ben più redditizia struttura ricettiva. Il Tribunale di Venezia, lo scorso 26 settembre, ha accolto la richiesta della proprietà e ha ordinato lo sfratto esecutivo, anche con l’utilizzo della forza pubblica. Così, la signora Marcella, che vive sola, ha difficoltà a muoversi ed è senza figli che la possano ospitare, entro lunedì 21 ottobre dovrà lasciare la casa per la quale, sostiene chi le è vicino, ha sempre pagato l’affitto.
Non tutto, però, è perduto. Molte associazioni si sono mobilitate, prima tra tutte il Gruppo 25 Aprile di Venezia, la piattaforma civica e apartitica, come si definisce sul sito, che si occupa di «tutti i problemi ai quali la politica tradizionale è incapace di dare risposte, primo fra tutti quella della casa».

E ci sono anche Assemblea sociale per la casa e Ocio osservatorio civico indipendente sulla casa. Tutte queste associazioni, con i loro attivisti e i vicini di casa di Marcella che da sempre la amano e l’aiutano nelle incombenze quotidiane, si ritroveranno sabato alle 14 in campo San Gregorio per raccogliere firme e sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso.

Non solo. Il gruppo 25 Aprile, tramite la Gazzetta, ha scritto una lettera appello alla marchesa Sordi affinché lei, «filantropa e membro del direttivo del Rotary club Mantova San Giorgio impegnato in iniziative benefiche, voglia ascoltare anche le ragioni di una popolana autoctona» che rischia di finire in strada; quel Rotary, osserva il Gruppo 25 Aprile, «ha come emblema San Giorgio che con la lancia infilzava i draghi e non le vecchiette».
E che i veneziani sia gente determinata lo lascia intendere il richiamo storico che il Gruppo fa nella lettera. Tira in ballo le disfide secolari a suon di cazzotti che a Venezia opponevano i «nicolotti» ai «castellani» (gli abitanti delle rive sinistra e destra di Canal Grande). Con una variante non da poco: «Noi invece daremo sabato una bella dimostrazione di solidarietà per prestare soccorso ad una nicolotta ottantenne sfrattata». Per ora dalla marchesa nessun segnale. Ieri il suo cellulare era staccato. La Canal Grande è una srl senza dipendenti ma con un capitale sociale di 459mila euro che ha come oggetto sociale la locazione immobiliare di beni propri o in leasing. La Sordi, storica dell’arte con sette dogi tra gli antenati, è anche socio amministratore dell’Immobiliare Arrigona e socio accomandatario di Arrigona nuova.

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