Ancora guai fiscali per la Mantova Petroli: evasione da 66 milioni

MANTOVA. Nuovi guai per la Mantova Petroli srl, fallita a luglio dell’anno scorso. I funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli hanno concluso un accertamento tributario all’azienda che aveva sede al Boma e il risultato è un’evasione fiscale di 66 milioni. Tale cifra si aggiunge ai circa 320 milioni non versati al fisco per cui è già in corso un procedimento giudiziario.

Nel corso dell’ultimo accertamento in ordine di tempo, è stato scoperto che l’evasione consentiva di vendere in diverse zone d’Italia gasolio a prezzi vantaggiosi sfruttando la cosiddetta frode carosello: veniva utilizzata una srl filtro con sede a Udine la quale acquistava il gasolio senza pagare l’Iva da una società maltese, anch’essa parte attiva della frode, e lo rivendeva con il prezzo maggiorato dell’Iva alla Mantova Petroli. La società friulana, creata ad hoc, nel 2016 non ha versato un euro di imposta. «Dagli accertamenti svolti – spiega l’Agenzia Dogane e Monopoli – si è dimostrata la consapevolezza della società mantovana nella partecipazione al raggiro, tramite acquisti soggettivamente inesistenti. Le società coinvolte nella frode erano gestite, di fatto, dallo stesso soggetto (la Mantova Petroli, ndr)». Nel 2016 la società mantovana ha registrato fatture inesistenti per un importo complessivo di 298 milioni, che ha portato all’evasione di 66 milioni di Iva.


Il curatore fallimentare della Mantova Petroli, Giuseppe Angiolillo, sta cercando di vendere alcune proprietà di cui l’azienda è in possesso: terreni e unità immobiliari, ma il ricavato e ben lontano dalla possibilità di ripianare l’enorme passivo. Tra gli indagati per il crac c’è l’austriaco Michael Peter Harald Draebing, 62enne, presidente del Cda. —

vin.cor

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

Video del giorno

Viareggio, l'irruzione dei Nocs nella casa dell'uomo armato

La guida allo shopping del Gruppo Gedi