Per la truffa delle staminali a processo otto persone

Coinvolti Erri Cippini, ex medico a S. Benedetto e il suzzarese Carmine Scarpa. Per il Gip di Brescia proponevano a malati gravi trattamenti senza effetto

BASSO MANTOVANO. La presunta truffa delle staminali tocca nuovamente la nostra provincia. Secondo il Gip di Brescia Riccardo Moreschi, che ieri mattina ha rinviato a giudizio otto persone fra le quali Erri Cippini, medico bresciano che ha lavorato all’Oglio Po e poi a San Benedetto Po ed il suzzarese Carmine Scarpa, il sodalizio proponeva trattamenti basati sulle cellule staminali a pazienti affetti da malattie anche gravi, come la Sla. Trattamenti presentati come in grado di sortire miglioramenti, ma che, secondo l’accusa, non avrebbero avuto alcun effetto curativo.

Tra i sette finiti a processo c'è anche Marino Andolina, il medico triestino che già era stato coinvolto anche nel caso Stamina. Nell'ambito di quella inchiesta, venne arrestato nel 2015 con altri quattro coinvolti , fra i quali Cippini, e poi scarcerato.. L’attività ruotava attorno alla svizzera Med Cell, laboratorio che conservava le liposuzioni dei pazienti per procedere successivamente a terapie a base di complessi che agiscono come trasmettitori fra le cellule (gli “esosomi”).

Proprio dal Mantovano, da Viadana era partita una delle denunce che aveva fatto nascere l’inchiesta sulle staminali. Cippini, dopo sette settimane di arresti domiciliari aveva però avuto la revoca della misura detentiva, «per l’insussistenza del reato” (associazione per delinquere finalizzata alla truffa nei confronti di soggetti vulnerabili).


Oltre ai viadanesi (due), fra le 53 persone offese risultano anche due donne, una di Castiglione delle Stiviere ed una seconda di Goito. La prima udienza del processo è stata fissata per il 24 di marzo. —

Fr.R

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