In 300 in piazza a Venezia, e la marchesa ritira lo sfratto

L’80enne potrà rimanere un altro anno nella casa che affaccia sul Canal Grande. Soddisfatti gli attivisti e i vicini che hanno manifestato e raccolto firme

MANTOVA. Trecento firme per Marcella Maldarella, l’80enne di Venezia sfrattata dalla marchesa mantovana Maria Giuseppina Sordi proprietaria di Palazzo Martinengo, vicino a campo San Gregorio, sul Canal Grande, al cui piano terra abita l’anziana. A scendere in piazza sabato 19 ottobre le associazioni che si battono per il diritto alla casa e i vicini di Marcella, tutti pronti a difenderla e a far sì che resti nella sua abitazione. Prima azione la raccolta di firme che, pare, abbia centrato l’obiettivo. La marchesa mantovana, dopo essersi difesa dicendo che non aveva alcuna intenzione di mandare via Marcella, ha annunciato che lascerà che l’anziana rimanga ancora per un anno nella sua casa.

Tuttavia per Gruppo 25Aprile, Asc (Assemblea sociale per la casa) e Ocio (Osservatorio sulla casa) quelle sono solo parole e che non c’è nulla di scritto sulle buone intenzioni della marchesa: «Per noi parlano soltanto gli atti e l’atto di precetto in nostro possesso dà alla signora dieci giorni per lasciare l’immobile, quindi entro domenica  20 ottobre» ha detto Marco Gasparinetti. Per poi aggiungere: «Prendiamo atto con piacere delle dichiarazioni rilasciate dalla proprietà e riteniamo che questa apertura sia stata favorita dalla mobilitazione, forse inaspettata, dei cittadini e dal risalto che ha avuto sui quotidiani veneti e lombardi».

La marchesa, difesa dall’avvocato Lorenzo Gaioni, ha spiegato invece che lo scorso 28 febbraio, quando era finito il contratto di locazione dell’anziana, lei stessa aveva proposto di dare nove mesi alla signora per trovare un’abitazione anziché sei e che non ha alcuna intenzione di trasformare il palazzo in un albergo. «Voglio morire qui in pace», ha detto sabato più volte l’anziana, sostenuta dalla solidarietà di un via vai di persone che hanno partecipato alla manifestazione.

Il caso è scoppiato quando l’avvocato Gaioni ha depositato un precetto notificato il 10 ottobre e valido fino al 20, ma il legale sostiene che si tratta solo di un documento formale e che nessuno ha mai pensato di lasciare in strada la signora. Le associazioni, invece, sostengono che non sia stata data nessuna rassicurazione a Marcella e che, quando si deposita un precetto, da qual momento è sempre possibile uno sfratto.

«Quando il palazzo sarà restaurato, se la signora vorrà, potrà tornare, ma l’edificio necessita di un restauro» ha detto l’avvocato. Il palazzo è composto dal piano terra dove abita Marcella e ci sono due appartamenti adibiti a locazioni turistiche, al piano nobile dove abita la marchesa, al secondo dove è prevista un’abitazione, mentre all’ultimo piano è al vaglio l’idea di un museo su Mariano Fortuny che abitò lì.

«Se le promesse venissero tradite siamo pronti a mobilitarci di nuovo» ha ammonito Gasparinetti a conclusione della giornata, iniziata con la passeggiata per la residenzialità nei luoghi più abbandonati della città. Intanto, la petizione va avanti: «Abbiamo due libri firme – ha annunciato Gasparinetti – uno sulla riva destra del Canal Grande e uno su quella sinistra».

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