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Pro-Gest a Mantova, carta o rifiuti? I periti: serve ricomporre le balle com’erano prima

Il muro di cartaccia è stato smembrato e spostato per rispettare le prescrizioni. Tra una settimana la decisione del giudice sul da farsi

Giancarlo Oliani
1 minuto di lettura

MANTOVA. Udienza interlocutoria, stamattina (22 ottobre), nell’ambito dell’incidente probatorio relativo all’inchiesta sulla cartiera Pro-Gest. I tre super esperti, nominati dal giudice per le indagini preliminari Matteo Grimaldi, per poter rispondere al primo quesito, vale a dire la natura e la qualità del materiale stoccato nel piazzale dello stabilimento, hanno necessità di ricomporre le balle di cartaccia come erano in originale prima che, per rispetto delle prescrizioni amministrative, fossero state spostate dal piazzale e smembrate.

Solo così per gli esperti sarà possibile stabilire se quelle balle erano carta o rifiuti. Il giudice si è riservato di decidere nel giro di una settimana. Nel frattempo l’incidente probatorio prosegue per dare una risposta agli altri quesiti.

Il secondo, come noto, si concentra sulle caratteristiche tecniche e il funzionamento dell’impianto e di ogni altra struttura collegata, in particolare del depuratore e della discarica.

Il terzo riguarda gli atti autorizzativi relativi all’impianto e ogni altra documentazione connessa.

Il quarto quesito vuole misurare le emissioni e immissioni su matrici biologiche ambientali (suolo, sottosuolo, acqua e aria).

Il quinto prevede l’accertamento delle modalità e delle procedure di verifica da parte delle piattaforme venditrici della carta di riciclo.

I periti a cui è stato conferito l’incarico dal Gip sono Luca Lietti del dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, Irma Cavallotti della Società di Ingegneria chimica per l’Ambiente srl e Giorgio Bertanza del dipartimento di Ingegneria civile Università chimica per l’Ambiente srl. Imputati nel procedimento, lo ricordiamo, sono Bruno Zago, legale rappresentante, Stefano Lucchi, direttore di stabilimento e la società Cartiera Villa Lagarina spa. Zago è difeso dall’avvocato Alberto Mascotto e ha nominato come consulente di parte l’ingegner Loredana Musmeci; Lucchi è difeso dall’avvocato Vincenzo Pellegrini e ha come consulente l’ingegner Giuseppe Mininni, mentre la cartiera di Mantova è rappresentata dall’avvocato Erika Mercanti di Mantova e come consulente di difesa ha nominato il dottor Paolo Peruzzi. Parti offese del procedimento sono il Ministero dell’ambiente, il Parco del Mincio e il Comune di Mantova. Nelle fasi di incidente probatorio il Comune sarà rappresentato dall’avvocato Sara Magotti.

L’azienda è accusata di inquinamento, stoccaggio non autorizzato di rifiuti, produzione di carta senza le comunicazioni di inizio attività e messa in esercizio, non rispetto delle prescrizioni previste dall’Aia.


 

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