Il Podestà di Mantova apre le porte: in 370 per il cantiere tra le sale affrescate

Sono stati accompagnati dagli studenti del Politecnico. Palazzi: recuperare il patrimonio storico crea appartenenza

MANTOVA. Le «vie dei tesori» tracciate dagli Amici di Palazzo Te e dei musei mantovani portano, per questo weekend, a scoprire Palazzo del Podestà, il maestoso edificio del 1200 che sorge tra piazza Erbe e piazza Broletto da anni sottoposto a lavori di restauro. E, il 26 ottobre, nella prima delle due giornate di apertura, 370 persone hanno visitato il cantiere accompagnati dagli studenti del Politecnico di Milano polo di Mantova, perfette guide culturali.

A gruppi di dieci, caschetto in testa e giubbetto catarinfrangente addosso per rispettare severe misure di sicurezza, sono saliti per lo scalone del cortile centrale, hanno raggiunto l’arengario e poi le due carceri di epoca comunale, la parte di cantiere visitabile, tra sale affrescate e ponteggi. «Molto bene» commenta il sindaco Mattia Palazzi quando gli riferiscono i numeri della prima giornata.

«È la dimostrazione che recuperare il nostro patrimonio storico crea appartenenza ed è un qualcosa che i mantovani vogliono e che interessa - aggiunge il primo cittadino - E non dimentichiamo che c’è anche domani (il 27 ottobre, ndr) a disposizione per vistare il Podestà». Si replica, infatti, il 27 ottobre dalle 10, con chiusura un’ora prima, alle 16, vista l’entrata in vigore dell’ora solare.


L’afflusso di persone è stato costante per tutta la giornata, tanto che verso le 13 erano già 140 quelle salite ai primi piani del palazzo per visitare solo alcune delle 227 stanze in cui si articola il monumento, disseminate su otto piani sfalsati, incastrati l’uno nell’altro. Compresa la Pila uno, anello di congiunzione, grazie ad ascensore e scala già fatti e i bagni da fare, con l’attiguo palazzo della Ragione.

A fine giornata è soddisfatto anche Italo Scaietta, presidente degli Amici di Palazzo Te: «Portare nel Podestà 37 gruppi di dieci persone ciascuno è stato complicato per le misure di sicurezza e la procedura da rispettare. Ogni visitatore ha dovuto firmare una liberatoria e indossare caschetto e giubetto».

I lavori per il recupero del monumento «procedono spediti» dice il sindaco, che conferma il completamento del primo lotto per la per la primavera 2020. Poi ci saranno da trovare i 10 milioni necessari per il secondo lotto in modo da dare continuità al cantiere ed evitare un suo blocco appena terminati i lavori per il primo (23 milioni). Palazzi si sta muovendo con l’obiettivo di far di tutto per evitare che il cantiere resti fermo, come è già successo. Poi ci sarà da decidere che cosa fare del palazzo, ma prima occorrerà conoscere le portate dei solai e i dati su aerazione e illuminazione che i tecnici stanno raccogliendo su richiesta del sindaco.

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