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La Fantini adesso passa in mani americane. Salvi 38 lavoratori su 47

Acquistata dalla Hamilton: domani 4 novembre riparte la produzione. Fiom e Cobas lavorano per tutelare le nove persone escluse

Barbara Rodella
1 minuto di lettura

MEDOLE. La Fantini, storica azienda del settore dell’agromeccanica fondata nel 1958, non chiuderà: passa nelle mani della Hamilton service Italia srl. È andata a buon fine, il 29 ottobre, l’asta per l’acquisto dell’impresa che partiva con un’offerta irrevocabile vincolata da cauzione. Il prezzo a base d’asta era di 1.500.000 euro. Inoltre l’acquirente avrebbe dovuto accollarsi un debito di 28.500 euro. . Al momento della gara non si sono presentate altre offerte oltre a quella della società americana di macchine agricole Hamilton che per poter acquistare la Fantini ha costituito una nuova società italiana, la Hamilton service Italia srl. Senza questo passaggio, le porte dell’azienda si sarebbero chiuse definitivamente il 31 ottobre, termine dell’esercizio provvisorio, e tutti i 47 lavoratori sarebbero stati licenziati.

Domani, invece, l’attività riprende. Possono tirare un sospiro di sollievo 38 lavoratori; in 9, invece, perdono il lavoro. Un passaggio di consegne che viene seguito, passo dopo passo, dai sindacati Fiom e Cobas. «Avremmo preferito che mantenessero tutti l’impiego, ma non era possibile - dice Donatella Bignotti della Fiom-Cgil - Siamo consapevoli che 38 lavoratori su 47 è già un buon numero. Chi continua a lavorare lo fa portando le caratteristiche del contratto precedente: anzianità, livello, inquadramento. Ora il nostro impegno è affiancare coloro che domani non potranno rientrare. Venerdì, insieme a Cobas, avremo un incontro a Roma per ottenere un anno di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività. Abbiamo già l’ok della Regione».

Bignotti si dice anche tranquilla sul futuro della Fantini-Hamilton (con probabilità sarà questo il nuovo nome dell’impresa): «La società Hamilton si occupa della vendita di macchine agricole, ma non aveva una produzione. A Medole l’attività quindi proseguirà sicuramente. E speriamo che aumenti. Se ci saranno nuove assunzioni, per un anno le nove persone in questo momento escluse hanno la precedenza per entrare».

La Fantini è conosciuta in particolare per la produzione delle “testate”, le enormi barre falciatrici delle quali sono dotate le mietitrebbie industriali. La sentenza di fallimento, innescata da un’istanza che la stessa proprietà aveva presentato a inizio agosto, conteneva anche lo stop definitivo alla procedura di concordato avviato nel 2016. Il piano di concordato, con il rientro dai debiti in quattro anni, aveva ottenuto l’omologa dal tribunale. Ma poi i pagamenti ai creditori erano avvenuti secondo il programma solo nel 2018. Quest’anno, nell’impossibilità di farvi fronte, la stessa azienda ha alzato bandiera bianca.
 

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