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Posta all’indirizzo sbagliato: nuova ondata di proteste

Da giorni la corrispondenza della Gazzetta consegnata al Centro Baratta. E in un condominio abbandonate lettere e bollette destinate altrove

Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. Corrispondenza recapitata agli indirizzi sbagliati; può capitare, ma non per più giorni e, soprattutto, non può essere accompagnata dalla sensazione diffusa che sia stata abbandonata da portalettere non solo distratti.

È quanto succede da qualche giorno a Mantova, dove i cittadini affidano la loro protesta a infuocate telefonate alla Gazzetta per informare il giornale di quanto sta succedendo e chiedere una sorta di giustizia. Che, ovviamente, il giornale non può dare; al massimo può denunciare quello che avviene e chiedere il ripristino di un corretto servizio.

Tra i bersagli dei disservizi c’è anche il quotidiano. Per qualche giorno la sua posta è stata recapitata al vicino centro culturale Baratta che si trova in corso Garibaldi. Alla Gazzetta, invece, la cui redazione ormai da undici anni si trova in piazza Mozzarelli, da giorni arriva la corrispondenza dei residenti di via Fratelli Bandiera, dove c’era la vecchia sede del quotidiano più antico d’Italia. Risultato, caos totale per le strutture di ricevimento di biblioteca e Gazzetta, che hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avvertire le Poste del disguido, rintracciare tutta la corrispondenza e mettere le basi per lo scambio. Con la sensazione diffusa di essersi trovati alle prese con pacchi di corrispondenza abbandonati al loro destino, recapitati senza curarsi degli indirizzi.

E non è stato l’unico disagio subìto dagli utenti in città. In un condominio di via Acerbi, per esempio, gli inquilini si sono ritrovati con il pacco della corrispondenza lasciato su una cassetta postale: solo grazie al senso civico di uno di loro lettere e bollette sono state distribuite e hanno raggiunto i loro destinatari. Tranne quelle indirizzate a residenti in altre vie, restituite al portalettere anche in questo caso con grande senso civico. La sensazione, però, è che anche questa volta non ci sia stata distrazione ma un abbandono di corrispondenza, un reato se l’azione fosse stata compiuta con dolo e non solo con superficialità. La giornata festiva ha impedito che Poste italiane esaminasse subito i casi segnalati, cosa che verrà fatta oggi.

Per il momento, interviene il sindacato Cgil. «Per la prima volta - dice Rita Bonizzi - quei disguidi segnalati non sono dovuti a carenza di personale nel settore recapito. In settembre, infatti, sono state assunte 31 persone a tempo indeterminato e un’altra quarantina verrà assunta entro la fine dell’anno. Quindi, i casi sono due: o qualche portalettere ha lavorato male, oppure a causa delle giornate festive e delle ferie c’è stata disorganizzazione al Centro di distribuzione di Mantova».

La Bonizzi allarga lo sguardo agli uffici postali: «I problemi - dice - sono qui; è negli uffici che mancano gli sportellisti. Poste italiane, di recente, ha incontrato i sindaci assicurando che non chiuderanno sportelli. Però, se va avanti così saranno costretti a farlo visto che il personale diminuisce sempre di più. Entro la fine dell’anno andranno in pensione 30 persone, perlopiù donne, a fronte di sei assunzioni. E notare che eravamo già sotto organico di 40 unità. Ciò significa far crescere le code agli sportelli e con esse i disagi per i cittadini clienti». —


 

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