Ripristinate le fermate dei diretti da Mantova-Milano: la vittoria di tre sindaci

Tutti i treni stopperanno a Castellucchio, Marcaria e Bozzolo. Ma il raddoppio del binario divide pendolari e Cinque Stelle

MANTOVA. La buona notizia, attesa da sindaci e pendolari, è che dal 15 dicembre, con l’entrata in vigore dell’orario invernale, tutti i treni diretti da Mantova per Milano (e ritorno) fermeranno nelle stazioni di Castellucchio, Marcaria e Bozzolo. Così i venti RegioExpress che ogni giorno allacciano la piccola provincia alla grande metropoli. Ma si festeggia sottovoce perché la buona notizia piove in un quadro che resta precario, nel quale l’emergenza si è cronicizzata e gli autobus sostituiscono ancora i treni staffetta lungo la Cremona-Codogno e la Cremona-Piadena-Mantova. Di questo e di altro si è parlato in Regione durante la riunione del Quadrante sud.

Il ripristino delle fermate di Castellucchio, Marcaria e Bozzolo estende a tutti i treni diretti la soluzione già adottata per alcune corse, forse proprio a risarcimento del perdurare della sgangherata alchimia ferro-gomma. Misura che, rivendica Trenord, ha comunque consentito di aumentare l’indice di puntualità sulla Mantova-Milano fino all’83%. «Ma le medie si fanno sull’intera giornata, mentre la gran parte dei viaggiatori utilizza i treni in fascia pendolari. Quando le nostre rilevazioni ci dicono essere grossi problemi» osserva Andrea Bertolini dell’associazione Utenti del trasporto pubblico (Utp). Problemi che si sommano a un’offerta giudicata troppo compressa negli orari di maggiore affollamento. Dal canto suo, Trenord non lascia spiraglio alcuno alla possibilità di nuovi collegamenti: manca il materiale per comporre i treni, e il nodo di Milano è troppo congestionato per sopportare altre tracce.


Durante la riunione si è parlato anche del raddoppio della Mantova-Codogno, che continua a non convincere l’Utp: «Il “piano binari” dovrebbe essere rialzato di almeno 2 o 3 metri per permettere di supportare il nuovo carico, a causa di problemi morfologici – riferisce Bertolini – Per questo Rfi ha detto che il progetto sarà considerato e trattato come una “grande opera”. Senza contare che ciò comporterebbe per tempi non meglio definiti la chiusura pressoché totale della linea, con bus sostitutivi tra Mantova e Codogno». Morale, l’Utp ribadisce il sostegno pieno all’autostrada Cremona-Mantova, che cancellerebbe l’estenuante teoria di passaggi a livello.

Di orientamento opposto il consigliere regionale Andrea Fiasconaro (5 Stelle), che ha ascoltato Rfi in Commissione Trasporti: «È stato confermato che la progettazione per il raddoppio del primo lotto di linea, da Mantova a Piadena, è nella fase definitiva e l’iter è in corso. I lavori dovrebbero partire nel 2021». Ma c’è una nota dolente: «Rfi non ha ancora provveduto a nominare il commissario che dovrà seguire i lavori per garantire il rispetto dei tempi del cantiere». Commissario previsto dal decreto dell’ex ministro Toninelli. Sembra un’altra vita, era appena l’altro ieri. 

Video del giorno

Il ministro alla Corneliani: «I lavoratori qui hanno una passione unica, sembra una famiglia»

La guida allo shopping del Gruppo Gedi