Mantova, il gestore della bocciofila si accolla l’affitto: ma manca un tassello

Il vice sindaco: "La società deve rinunciare a qualsiasi azione legale nei confronti del Comune. Se accetta, assieme al pagamento dei due mesi e a sgomberare entro il 31 dicembre, è fatta, altrimenti devono lasciare tutto entro il 22 novembre". Il gestore , estraneo alla vicenda, rischia grosso

MANTOVA. Incontri separati con il Comune per la Società bocciofila mantovana e il gestore del circolo per ottenere la proroga fino a 31 dicembre ed evitare lo sgombero immediato del bocciodromo e della palazzina dove c’è il bar ristorante. Il gestore, la vera “vittima” della diatriba tra Comune e Bocciofila per il canone di concessione non pagato per anni, alla fine era ottimista.

«Ho detto al Comune che sono pronto a pagare i due mesi di affitto che sarebbero a carico della Bocciofila - afferma Tahar Gallala - Il Comune ha accettato e, quindi, posso restare aperto con il locale fino a gennaio, poi si vedrà cosa fare per consentirmi di andare avanti. Io - conclude - lotterò fino alla fine per restare. Ho famiglia e degli impegni da rispettare, pago regolarmente l’affitto alla Bocciofila e, quindi, voglio continuare la mia attività».



Con il Comune, secondo un consigliere della Bocciofila, non si è parlato della rinuncia a qualsiasi azione contro Via Roma («avevamo già detto di sì in un’altra occasione»), «ma solo del fatto che il gestore si accolla i due mesi d’affitto per tenere aperto ancora, mentre noi come circolo chiuderemo». Il vicesindaco Buvoli si dice disponibile alla proroga della concessione alla Bocciofila fino al 31 dicembre: «La società - dice - deve rinunciare a qualsiasi azione legale nei confronti del Comune. Se accetta, assieme al pagamento dei due mesi e a sgomberare entro il 31 dicembre, è fatta, altrimenti devono lasciare tutto entro il 22 novembre. C’è ancora tempo...».

Al centro resta il gestore del circolo estraneo alla contorta vicenda e che, invece, rischia grosso: «Se anche volessimo, non potremmo prorogargli l’attività con una semplice Scia perché il Pgt, lì al Te, prevede solo un’attività per associati e, a quanto risulta, quel circolo non è più affiliato all’Arci. Quindi, bisogna che il gestore si metta d’accordo con l’Arci e poi che qualcuno venga da noi per la concessione, ad oggi scaduta. Siamo obbligati a chiedere che quei locali vengano liberati perché la Bocciofila li occupa senza titolo». Resta, poi, la richiesta del Comune alla Bocciofila di pagare i 251mila euro di canone arretrato.

La guida allo shopping del Gruppo Gedi