Mantova, il Tar sospende il provvedimento: riapre la birreria chiusa per l'alcol ai minori

Il locale 100 Montaditos era finito sotto la lente della polizia la notte di Halloween 

MANTOVA. Il Tar di Brescia ha sospeso il provvedimento di chiusura di otto giorni, disposto dal questore di Mantova, nei confronti della birreria 100 Montaditos di via Cesare Battisti. La decisione del tribunale amministrativo è stata presa dopo il ricorso del proprietario dell’8 novembre, quattro giorni prima della scadenza naturale del provvedimento che avrebbe dovuto essere proprio il 12 novembre. La vicenda sarà comunque trattata in camera di consiglio il 4 dicembre prossimo.

La chiusura era stata decisa dal questore a seguito di un fatto accaduto la notte di Halloween. Nel corso dei controlli della polizia amministrativa della questura ai locali era stato rilevato che nella birreria erano state vendute, senza chiedere i documenti, bevande alcoliche ad almeno due sedicenni. Gli agenti, verificata prima la vendita degli alcolici e poi identificati i clienti minorenni, hanno assegnato al locale la sanzione amministrativa. Al termine degli accertamenti, il questore ha disposto la sospensione immediata delle autorizzazioni per otto giorni, il che significa che la birreria di specialità spagnole doveva chiudere per questo periodo.

Il perché? La sospensione della licenza di un esercizio pubblico viene decretata dal questore per l’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che prevede addirittura la revoca definitiva della licenza alla terza violazione.

Cosa sostengono i giudici? Che nella motivazione del provvedimento impugnato, la questura non «sembra aver potuto fornire, oltre all’episodio del 31 ottobre, adeguati riferimenti che rendano plausibili ulteriori specifiche violazioni del divieto di somministrare alcolici ai minorenni nel locale e ciò fa almeno dubitare della corretta applicazione proprio del citato articolo 100 del testo unico».

A presentare il ricorso proposto dalla società El Pavo srl, Patrizia Bocchi, nella sua qualità di legale rappresentante pro tempore. Era assistita e difesa dagli avvocati Gaetano Alaia e Roberta Ramelli.

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