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Sette casi di scabbia sui banchi di scuola a Porto Mantovano

Cinque ragazzi alle medie e due alle elementari. I genitori preoccupati: «L’istituto avrebbe dovuto avvisarci subito»

Barbara Rodella
1 minuto di lettura

PORTO MANTOVANO. Sette casi di scabbia a scuola: cinque alle medie e due alle elementari di Sant’Antonio.

Il 14 novembre sul registro elettronico degli studenti dell’istituto comprensivo, che raggruppa la scuola media di Porto Mantovano e le elementari di Soave, Bancole, Montata Carra e Sant’Antonio, è arrivata la lettera dal dipartimento di malattie infettive di Ats Val Padana che dà le corrette informazioni sulla malattia per evitare allarmismi. «Le scuole rimangono aperte - spiegano dall’Ats - Il contagio non è avvenuto in classe, ma questa estate durante un campeggio parrocchiale. E le possibilità di un contagio a scuola sono minime». I casi sono stati riscontrati durante la seconda settimana di novembre.

Ieri alle famiglie è arrivato l’avviso di Ats: due fogli che contengono le caratteristiche della patologia, un’infezione data da un parassita che penetra nella pelle. Il prurito è il principale sintomo e i metodi di prevenzione vanno dal lavare gli indumenti a 90 gradi a pulire frequentemente sedie imbottite, cuscini, tappeti e poltrone.

Ma la voce che a scuola ci fosse il problema scabbia girava già da qualche giorno. «La notizia è giunta a tutti noi genitori attraverso il passaparola – spiega una mamma – siamo preoccupati».

«Capiamo che non ci sia da fare allarmismo – aggiunge la donna – ma temiamo che l’ambiente scolastico faciliti il contagio. Non dico che l’istituto debba rimanere chiuso per una settimana, ma dovrebbero fare pulizie straordinarie. La scabbia non è una malattia gravissima, ma è qualcosa di fastidioso. L’avviso sottolinea che non sono invece necessari interventi straordinari o la disinfestazione dell’ambiente, ma sono sufficienti le normali pulizie quotidiane: basta aspirare le superfici e arieggiare frequentemente. Ma a scuola non ho mai visto aspirapolveri. Ora terremo sotto controllo i ragazzi. Il nostro paese propone diverse attività sportive e gli ambienti che frequentano i giovani sono sempre gli stessi. Noi faremo attenzione a casa, ma credo che le possibilità di contagio fuori le mura domestiche non siano da sottovalutare».

E i genitori puntano il dito sull’atteggiamento tenuto dalla scuola: «L’istituto avrebbe dovuto informarci subito, invece non ha mandato avvisi. La notizia è arrivata in prima battuta alle famiglie col passaparola». 


 

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