Omicidio colposo e lesioni, ematologa assolta

Per il giudice, Roberta Gaiardoni non ha commesso il fatto: in maggio si era dimessa dal reparto e ora lavora al Trasfusionale

MANTOVA. Roberta Gaiardoni, 44 anni, medico ematologo dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, finita a processo per omicidio colposo e lesioni gravi, è stata assolta per non aver commesso il fatto. La sentenza è stata emessa ieri mattina dal giudice per l’udienza preliminare Gilberto Casari.

È l’unica dei cinque medici imputati ad aver scelto il rito abbreviato. Gli altri quattro, vale a dire, Maurizio Cantore, 62 anni, primario del reparto di Oncologia e gli oncologi Roberto Barbieri, 53 anni di Parma, Carla Rabbi, 61 anni, e Maria Donatella Zamagni, di 64 anni andranno a dibattimento. Il processo prenderà il via prenderà il via il 16 aprile prossimo.


Alla Gaiardoni era stato contestato, in concorso, l’omicidio colposo di un paziente affetto da carcinoma polmonare con metastasi ossee. La Procura l’aveva accusata di negligenza, imprudenza e imperizia nel trattamento diagnostico-terapeutico del paziente. Avrebbe omesso, sempre secondo l’accusa, di effettuare una biopsia polmonare.

Era anche accusata, sempre in concorso, di lesioni gravissime di una paziente, non contrastando adeguatamente la progressione della patologia tumorale di cui era affetta. In questo modo la paziente ha visto compromettersi completamente le sue funzioni motorie.

Roberta Gaiardoni era difesa dall’avvocato Luca Deantoni del foro di Mantova. L’ematologa, molto prima della sentenza, si era comunque dimessa dal suo reparto, precisamente il 15 maggio di quest’anno e, il giorno dopo, aveva preso servizio al Trasfusionale come specialista ambulatoriale.

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