Crolla una parete della Wsr a S. Giovanni del Dosso. Il sindaco ordina la chiusura

Sospensione dell’attività di trattamento rifiuti dopo il sopralluogo di Vigili e Arpa. Angela Zibordi: «Vogliamo sapere se nel frattempo c’è stato inquinamento»

SAN GIOVANNI DEL DOSSO. Cede una parete prefabbricata della Wsr, l’azienda che si occupa di bonifica e trattamento di terreni e falde contaminate. Il fatto sarebbe successo nella giornata di lunedì. Secondo il Comune, che non sarebbe stato avvertito, l’azienda non avrebbe sospeso le lavorazioni sino a ieri pomeriggio quando, dopo il diniego all’ingresso opposto a Ufficio tecnico e Polizia locale, la ditta ha ricevuto la visita di Arpa e Vigili del Fuoco. Il primo cittadino ha presentato una segnalazione anche ai carabinieri locali.

L’azienda, come si ricorda, si era insediata dopo un lungo braccio di ferro nel corso del quale era caduta anche l’amministrazione del sindaco Nandino Galeotti, favorevole all’insediamento mentre la maggioranza della popolazione era contraria.


Nonostante le vibrate proteste e le manifestazioni, la ditta con sede a Levata di Curtatone si era regolarmente insediata dopo che il Tar, nel 2013, aveva respinto i ricorsi della nuova amministrazione comunale ed aveva iniziato la propria attività.

La Wsr (Water and Soil remediation) si occupa di bonifiche del suolo e delle falde nei settori petrolifero, petrolchimico e chimico. Opera sia intervenendo direttamente e bonificando sul posto, sia asportando terreno e liquidi contaminati ed operando il trattamento al chiuso. Proprio la caratteristica di operare in luogo confinato, in depressione atmosferica in modo da non fare uscire eventuali sostanze chimiche all’esterno della ditta.

«Sono stata avvertita oggi (ieri per chi legge ndr) - spiega il sindaco Angela Zibordi - che era accaduto un crollo al capannone della Wsr. Il fatto però si è verificato lunedì. Nonostante questo non siamo stati avvertiti, per prendere le decisioni conseguenti. Ho inviato sul posto il responsabile del nostro ufficio tecnico assieme ad una agente della Polizia locale per eseguire un primo sopralluogo, ma la ditta ha rifiutato l’accesso. Per questo ho avvertito i carabinieri, i Vigili del Fuoco e l’Arpa che hanno fatto un accesso».

L’azienda conferma, spiegando di avere già concordato le modalità di ripristino: «Abbiamo fatto una riunione operativa - spiega il responsabile dell’impianto, Stefano Armanini - per concordare le modalità di sistemazione. Una volta eseguiti gli interventi e verificata la loro congruità, ripartiremo con l’attività».

In azienda lavorano due persone che da oggi saranno destinate ad altre attività del gruppo. «L’azienda non poteva lavorare e ricevere materiale con il capannone in queste condizioni - conclude il primo cittadino -. Ora farò l’ordinanza di sospensione dell’attività, ma voglio capire se c’è stato rischi odi inquinamento». 


 

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