Bocciofila del Te: per ora il bar è salvo, il circolo resta Arci

MANTOVA. Il bar ristorante della bocciofila del Te per ora è salvo. Il gestore ha pagato la prima delle due rate di affitto (1.546 euro) e si è impegnato a pagare la seconda entro metà dicembre, mentre la Società Bocciofila mantovana ha fatto sapere di rinunciare a qualsiasi azione legale contro il Comune nell’ambito della vicenda relativa al canone di 251mila euro arretrato: in questo modo Via Roma ha potuto concedere la proroga di due mesi, fino al 31 dicembre, al locale pubblico. Poi si vedrà. «Bisognerà poi capire che cosa faremo del bocciodromo e della palazzina ex mercato del bestiame - afferma il vicesindaco Giovanni Buvoli - magari ci sarà bisogno di interventi di manutenzione.

A gennaio decideremo. Intanto, è positivo che si siano verificate le condizioni per concedere i due mesi di proroga. I miei uffici mi hanno riferito che la Società Bocciofila aveva già sostanzialmente rinunciato a qualsiasi azione legale contro di noi quando aveva ottenuto la prima proroga e che, quindi, non c’era bisogno di una seconda firma». A sbloccare la situazione ha contribuito anche la ri-affiliazione del circolo Bocciofila all’Arci. «La documentazione presentata è stata ritenuta completa - dice il presidente dell’Arci provinciale Marco Dei Cas - e, quindi, la Bocciofila ritorna a essere un nostro circolo». Era il passaggio cruciale, questo, per poi consentire al Comune di tenere aperto il bar per altri due mesi: nella zona del Te, infatti, secondo il Pgt solo esercizi pubblici che si rivolgono a un pubblico di soci possono somministrare bevande e alimenti.

Intanto, la Società Bocciofila mantovana, cooperativa, sta proseguendo sulla strada dello scioglimento. Presto sarà interessato il ministero per lo sviluppo economico che invierà un commissario per la liquidazione. Nei dirigenti resta l’amarezza per come si è conclusa una storia gloriosa: «Trent’anni fa - dicono - eravamo in 600 soci, abbiamo pagato il mutuo per costruire il bocciodromo e poi, all’improvviso, è uscita questa storia dell’affitto non pagato solo per metterci in cattiva luce. Eppure, alla fine al Comune arriverà in proprietà un immobile che vale 400mila euro». —
 

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