Mantova, le foto di ogni famiglia nel presepe inclusivo della scuola primaria

L’Istituto comprensivo di Ceresara propone il progetto di accoglienza: «Le immagini e i simboli delle varie religioni saranno uniti»

CERESARA. Ogni anno rispuntano, da una parte o dall’altra, le solite polemiche relative alla difesa della tradizione e della religione da una parte, o alla necessità di integrazione dall’altra. Ma le polemiche, come tutto, hanno un termine e soprattutto una soluzione. La più semplice e naturale è quella trovata dall’Istituto comprensivo di Ceresara (forse anche da altri) che quest’anno propone il presepe inclusivo. Niente di così astruso, non è una formula, è un’interpretazione universale della Natività. . «Il tema del nostro presepe - scrivono gli insegnanti in una lettera ai genitori - sarà l’accoglienza e tutto verterà su questo valore». Alle famiglie dei bambini della primaria dei quattro plessi del Comprensivo, cioè Ceresara, Piubega, Casaloldo, Gazoldo, viene richiesto un semplice contributo: scattare una foto di se stesse, cioè di genitori e figli che renda l’idea di amore. Natività uguale amore, in tutte le lingue, in tutte le religioni.

«Quest’anno la nostra scuola primaria ha deciso di aderire ad un bando della Regione Lombardia dal titolo “Presepe a scuola” che propone la realizzazione appunto di un presepe che recuperi la tradizione ma che sia al contempo innovativo, con l’utilizzo di materaile da riciclo e con la collaborazione delle famiglie» è scritto ancora nella lettera.


Gli obiettivi sono spiegati meglio dalla dirigente Anna Raccuia: «La nostra scuola ha deciso di essere inclusiva, noi vogliamo far entrare le differenze nella scuola, non metterle fuori. Il presepe è una nostra tradizione cattolica, ma il concetto di natività c’è in tutte le religioni. Di conseguenza nel nostro presepe ci saranno anche simboli e tradizioni di altre culture, di altre religioni, dalla musulmana a quella indiana sikh, ma soprattutto ci saranno le foto delle famiglie di tutti i bambini, perché la famiglia è il luogo dell’amore e l’inizio di tutto. Il Natale è la festa della famiglia e tutti possono partecipare. A quanto mi risulta - va avanti Raccuia - nessuno si è mai tirato indietro. L’anno scorso ai canti in chiesa a Piubega del coro dei bambini c’erano tutti, anche le famiglie extracomunitarie».

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