Vertenza con A2A: mazzata sul municipio

La Corte d’appello dà di nuovo torto:rischio esborso da 600mila euro. Il sindaco studia una via d’uscita

SAN MARTINO DALL'ARGINE. Attesa con preoccupazione da più di un anno, è stata anticipata al Comune la sentenza della Corte di appello di Bologna sulla controversia con A2A per la revoca del servizio di distribuzione del gas il 31 dicembre 2005. I giudici di secondo grado hanno ripetuto le conclusioni del 2015 del collegio arbitrale, giudicando anticipata la cessazione rispetto alla scadenza naturale nel 2010 e condannando il Comune a un indennizzo di 478.588 euro. A ciò si sommano la maggiorazione di interessi legali dalla emissione del lodo, oltre a tasse, Iva e imposte. Secondo i calcoli emersi a margine del consiglio comunale, la somma finale si aggira sui 600mila euro.

Temendola, in relazione all’approvazione del bilancio, la maggioranza aveva inteso ridurre all’osso le spese, alzare le entrate senza intaccare i servizi. C’è il rischio che i conti vengano stravolti. . Resta, comunque, ancora qualche mese per pensarci prima della notifica ufficiale. Il sindaco Alessio Renoldi ha già chiesto un incontro al procuratore che ha difeso il Comune sin dagli inizi della controversia, l’avvocato Gaspare Bortolino del Foro di Brescia. Un altro lo avrà col revisore del conto. «Ora le vie da intraprendere – spiega – possono essere tre: accettare la sentenza, presentare il ricorso alla Cassazione o proseguire le trattative per provare a chiudere la controversia. L’avvocato del Comune (avvocato Bertolino) si dichiara assolutamente convinto delle tesi sostenute a favore dell’ente e ritiene doveroso proporre ricorso per Cassazione sulla decisione assunta dalla Corte di appello. L’amministrazione comunale valuterà la posizione che sostiene il proprio procuratore lasciandosi ogni possibilità aperta in merito alle determinazione successive».

Per il pagamento, come ha spiegato il sindaco, ci sono due possibilità: la rateizzazione o sondare la possibilità di accendere un mutuo. Preoccupata anche la minoranza che richiama l’idea di una commissione di bilancio in cui il problema si poteva magari affrontare assieme.

«Mi spiace – dice l’ex capogruppo Roberto Basché – perché c’è un paese che è già al massimo come tasse e probabilmente le alzeranno qualcosa in più, se passa la manovra finanziaria. Assumere un altro mutuo con l’indebitamento che c’è mi lascia dubbioso. L’unica è tentare di riaprire la trattativa perché a ricorrere non è che si vinca di sicuro. Il legale aveva già sostenuto che si sarebbe vinto come era stato messo nei documenti di bilancio».

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