Bocciofila: il Fisco in campo per gli affitti non pagati

Il Comune ha iscritto a ruolo i 251mila euro e si prepara alla riscossione coattiva. A procedere sarà l’Agenzia delle entrate. Arci potrebbe essere chiamata in causa



MANTOVA. Il Comune non intende rinunciare al credito di 251.781 euro maturato nei confronti della Società bocciofila mantovana per i canoni di concessione non versati dal 14 febbraio 2005 al 31 gennaio 2019 (aggiornamenti Istat e interessi legali compresi).


Per questo il 21 novembre scorso ha iscritto a ruolo la somma e ha incaricato l’Agenzia delle entrate-Riscossioni di riscuotere in maniera coattiva l’arretrato. Il giorno successivo, il dirigente del settore servizi finanziari, Nicola Rebecchi, ha poi accertato, come si dice in gergo, la somma in modo che diventi un’entrata del Comune. Sono due passaggi fondamentali, questi, per l’Amministrazione comunale se vuole mettere le basi per non perdere l’affitto arretrato della palazzina dell’ex bestiame con annesso bocciodromo al Te. Che poi ci riesca è un altro discorso, ma intanto ha posto le basi per non dover rinunciare, per propria responsabilità, a denaro che è dei cittadini.

Toccherà ora all’Agenzia delle entrate riscuotere, utilizzando tutti i mezzi di cui dispone, a cominciare dalle varie banche dati a cui può avere accesso. Va detto che in questo caso incassare il credito è molto complicato in quanto la Società bocciofila, che è una cooperativa, è in fase di liquidazione e che già non ha ottemperato all’ingiunzione di pagamento che il Comune le aveva notificato il 26 giugno scorso.

A questo punto, potrebbe essere tirato in ballo, per una sorta di corresponsabilità, addirittura l’Arci provinciale. Nella determina dirigenziale con cui il Comune accerta il credito si mette nero su bianco che l’utilizzo della palazzina dell’ex mercato del bestiame e degli annessi campi di gioco delle bocce, di proprietà del Comune, «era stato concesso il 14 febbraio 2005 alla Società bocciofila mantovana soc. coop a r.l. con sede in Mantova, circolo Arci (associazione di promozione sociale) senza fini di lucro che svolge attività ricreative, sociali e culturali a favore della città (il contratto in scadenza il 31 dicembre 2016 era posi stato prorogato sino al 30 giugno 2017, ndr.)». Questo punto del contratto, quando è scoppiato il caso, è stato contestato dall’Arci che ha sempre sostenuto di non c’entrare con l’affitto della palazzina stile Liberty e del bocciodromo.

Fatto sta che adesso il Comune, nella determina, ricorda che la Società bocciofila «dalla scadenza della proroga del contratto sta comunque continuando ad occupare il suddetto immobile senza legittimo titolo, tant’è che, presso lo stesso, il Circolo Arci ha sottoscritto in data 18 gennaio 2016 un contratto d’affitto di attività di somministrazione di alimenti e bevande» con un imprenditore.

Questo contratto scade il 20 gennaio 2020 e recentemente il Comune ha concesso al gestore di continuare la sua attività sino al 31 dicembre dietro il pagamento di due mensilità d’affitto (la prima è già stata versata) e a patto che la Società Bocciofila rinunciasse a qualsiasi azione legale nei confronti del Comune (rinuncia fatta, secondo la Bocciofila, già in occasione della prima proroga). Poi, però, sia la Bocciofila che il gestore dovranno sgomberare l’immobile e restituirlo al Comune.
 

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