Suzzara, niente unanimità sul caso Segre: si smarcano Lega e gruppo misto

L’ordine del giorno è stato presentato dai Cinque Stelle.  Ma dopo il no all’emendamento  sulla violenza marxista salta l’appoggio da destra

SUZZARA. Vivace dibattito, mercoledì 27 novembre, in consiglio comunale a Suzzara, in occasione dell’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle contro l’antisemitismo e l’istigazione all’odio e a sostegno della senatrice a vita Liliana Segre. Il documento è passato con il voto favorevole dello stesso Movimento 5 Stelle, del Partito Democratico, di Suzzara Futura e di Sinistra Italiana, e ha invece incontrato l’astensione della Lega e il voto contrario dei consiglieri del Gruppo misto, Maria Luisa Melli e Michele Zanardi.

«Purtroppo è mancata l’unanimità, nonostante l’invito fatto inizialmente da me stesso – ha detto Stefano Rosselli del Movimento Cinque Stelle –. Spero che, nel nostro piccolo, ed è questo lo spirito con cui ho voluto presentare questo ordine del giorno, siamo capaci di dare un segnale di maturità e consapevolezza storica, andando oltre le incomprensibili e inaccettabili prese di posizione di alcuni leader politici nazionali. Infatti, riteniamo opportuno che anche il nostro consiglio comunale prenda una posizione forte e condivisa per sostenere ancora una volta che i valori dell’antifascismo sono insiti nei principi fondanti della nostra Costituzione».


L’ordine del giorno è stato condiviso anche dal Pd e da Sinistra Italiana ma, dopo la presentazione di un emendamento del Gruppo misto, che ha proposto di aggiungere al testo dell’ordine del giorno un riferimento alle lotte sociali ispirate dal marxismo e dal comunismo sfociate nella violenza, si è acceso lo scontro. La proposta è stata respinta e ritenuta inaccettabile, perché non in linea con lo spirito e il contenuto del documento.

Per questo gli ex civici hanno espresso voto contrario al documento, suscitando incredulità e sconcerto tra i banchi sia della maggioranza che della minoranza. Infine, la capogruppo della Lega, Marzia Anghi, pur esprimendo solidarietà alla senatrice Segre, ha motivato l’astensione, precisando che «non si ritiene necessaria l’istituzione in Senato di una nuova commissione sull’antifascismo».

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