Disagi postali a non finire: giornali dopo quattro giorni e lunghe code all’ufficio

Ancora proteste per i disservizi. Una donna: «La Gazzetta di venerdì mi arriva martedì. Costretta ad andare in paese per sapere cos’è successo»

MARMIROLO. Ancora disagi postali. Stavolta le segnalazioni arrivano dai lettori di Marmirolo. Con almeno due problemi evidenziati.  Il primo è la consegna dei giornali, in particolare la Gazzetta. «Il quotidiano ci viene consegnato sempre in ritardo. Se va bene arriva nel tardo pomeriggio, ma spesso accade che ci venga portato l’indomani – si lamenta una lettrice – e poi si arriva al caso limite di questi ultimi giorni, con la Gazzetta di venerdì scorso che mi è stata recapitata solamente martedì, ben quattro giorni dopo».

Non è facile, se la propria fonte di informazione arriva nella cassetta della posta in differita: «Vuole un esempio? L’altro giorno ho saputo che una persona che conosco è morta. Aspettavo la Gazzetta per cercarne il necrologio e così sapere quando e dove si sarebbero svolti i funerali. Ma la Gazzetta di ieri mi è arrivata solo oggi, data dei funerali, che purtroppo si erano già svolti. Per fortuna che avevo deciso di raggiungere il centro del paese per avere informazioni».


Ma ecco il secondo problema, che si presenta ogni volta che arriva una raccomandata: «Il nuovo “sistema” – dice ironica una lettrice - è che il portalettere, senza nemmeno avvertire, lascia direttamente l’avviso di mancata consegna della raccomandata, obbligandoti ad andare all’ufficio postale per ritirarla. Piccolo particolare: all’ufficio postale di questi tempi può capitare di dovere fare una lunga coda e di riuscire a raggiungere lo sportello solamente dopo un’attesa di un’ora e mezzo. Questo perché a ricevere i clienti di questi tempi c’è solamente una persona». Chi si è lamentato del disservizio, si è sentito rispondere che non è più il periodo delle vacche grasse e che bisogna pur consentire ai dipendenti delle Poste di godere di ferie e vari giorni di riposo: «Ma è tanta la gente che si lamenta, riferendo di essere stata costretta, per sbrigare una pratica come il pagamento di bollettino e il ritiro di una raccomandata, a tornare più di una volta all’ufficio postale, perché nelle giornate precedenti l’attesa si era rivelata vana».

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