Tasse azzerate a chi rinuncia alle slot machine per cinque anni

Iniziativa del Comune di Mantova che toglie Tari e Cosap ai commercianti che aderiscono al progetto “Slot Free”.

MANTOVA. Iniziativa del Comune di Mantova che toglie Tari e Cosap ai commercianti che aderiscono al progetto “Slot Free”. Dal 1° gennaio 2020 esenzione totale per tre anni a chi si impegna a togliere slot e videolottery da bar, tabaccherie e circoli per almeno 5 anni. A Mantova gli esercizi che hanno le macchinette sono 136. Chi aderisce a “Slot Free” non paga più la tassa sui rifiuti e quella su tavolini, sedie e tendoni. Il progetto è stato presentato ieri mattina nella sede municipale dal vicesindaco Giovanni Buvoli e dall’assessore al Welfare Andrea Caprini.

«Togliere le macchinette è una scelta etica, l’incentivo è rivolto a quei commercianti che hanno una sensibilità sociale, agli imprenditori dal volto umano che capiscono qual è il business sano» ha detto l’assessore. Per chi toglierà le slot il risparmio sarà mediamente di 2mila euro l’anno. Il Comune si impegna a valorizzare i bar che aderiranno, con aperitivi a tema e con indicazioni tipo “Questo è un bar libero da slot”.


Prima di Natale, per il progetto “Slot Free” il Comune metterà 20mila euro a bilancio preventivo 2020. L’incentivo è fino a esaurimento dello stanziamento. Una volta si diceva «ha il vizio del gioco». Oggi ludopatico. Una volta i malati erano uomini adulti. Oggi anche donne e i giovani qualche sintomo l’hanno.

Alle slot e alle videolottery ogni anno a Mantova vengono spesi, buttati via, 58 milioni e mezzo di euro, quasi come il bilancio del Comune. Ogni ludopatico sperpera in un anno 1774 euro (dati del 2017). Già la giunta Sodano aveva introdotto una riduzione di orario di funzionamento delle macchinette. A qualcosa è servito. A Borgo Virgilio, dove non ci sono limiti di orario, la spesa pro capite è di 3.874 euro. In altri comuni le cose vanno un po’ meglio, meno peggio.

Come impone la legge regionale, devono anche essere osservate delle distanze minime tra le slot e i “luoghi sensibili”, di aggregazione e relazione sociale: scuole, ospedali, centri per anziani, parrocchie, parchi, strutture sportive. La situazione resta comunque devastante. Basta che uno della famiglia abbia il vizio, e tutti gli altri la pagano cara. Mancanza di denaro, debiti, ricorso agli strozzini, a volte si può infiltrare la criminalità. Una piaga sociale. 

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