Giro di vite sulle armi: a Mantova revocate ventisei licenze

Verifica sui titolari di oltre 11mila permessi, sequestrati 76 tra fucili e pistole. Il questore Sartori: un’arma in casa non vuol dire sicurezza, può essere pericolosa

MANTOVA. Stop alle armi per chi ha commesso reati di violenza o è stato protagonista di liti movimentate in famiglia o con i vicini. Ma anche per chi ha trascorsi di guida in stato di ebbrezza, per chi ha perso i requisiti psicofisici per maneggiare pistole e fucili e, per chi, infine, ha tentato il suicidio. Mantova si adegua alla normativa sulla detenzione e uso delle armi richiesta da una direttiva europea e recepita dall’Italia con un decreto legislativo nell’agosto dell’anno scorso.

Le nuove regole si sono tradotte in un giro di vite del questore Paolo Sartori che, dopo una minuziosa attività di verifica eseguita dalla divisione amministrativa della questura, anche su segnalazione delle altre forze di polizia, ha disposto la revoca di 26 licenze di porto d’armi e il sequestro di 64 fucili, di dodici tra pistole e revolver e di un ingente quantitativo di munizioni. Le autorizzazioni revocate sono 12 per la caccia e 14 per l’uso sportivo. Nei primi undici mesi dell’anno in corso sono stati revocati 25 porto d’armi per la caccia e 49 per uso sportivo.

Sono molti i mantovani che hanno un’autorizzazione per detenere o trasportare un'arma. Sono cacciatori, guardie giurate, persone che la chiedono per difesa personale o per uso sportivo, come per il tiro a volo o per l’utilizzo agonistico o ricreativo nei poligoni di tiro. Infine ci sono i collezionisti. I porto d’armi rilasciati dal questore, tuttora in corso di validità sono 11.026, di cui 5.251 per la caccia e 5.775 per uso sportivo. Nel solo Comune di Mantova 1.500 persone hanno l’autorizzazione a detenere un’arma tra le mura domestiche ma senza poterla portare fuori casa.

La divisione di polizia amministrativa della questura, con l’ausilio degli altri uffici dell’amministrazione della pubblica sicurezza, in primis i comandi dei carabinieri, svolge una costante opera di controllo sul possesso e mantenimento dei requisiti psicofisici e di condotta nei confronti dei titolari di licenze di porto d’armi, intervenendo nei casi in cui le necessarie prerogative vengano a mancare.

«Un'arma in casa non sempre significa maggiore sicurezza – ha tenuto a sottolineare il questore Paolo Sartori – maneggiarla è in generale rischioso, soprattutto in situazioni di imperizia, negligenza o ancor peggio di stress e alterazione psicofisica da alcol, farmaci o droghe. Lo stanno a testimoniare alcuni recenti gravi episodi trasformatisi in tragedia. Per questo è sempre necessario valutare con attenzione se acquisire un'arma da tenere in una casa nella quale vivono i propri familiari. Se si decide di dotarsene, oltre alle regole da osservare rigorosamente e al possesso dei requisiti stabiliti dalle normative per ottenere l’autorizzazione all’acquisto o il porto d'armi, è importante seguire i consigli suggeriti dagli esperti della questura».

Quali sono le regole di base per la tenuta delle armi? Prima di tutto vanno conservate in un luogo sicuro – una stanza chiusa o un armadio blindato – dove ragazzi o persone non autorizzate non possono arrivare. Inoltre serve una manutenzione periodica: un malfunzionamento può essere fatale. Infine, in caso di furto o perdita dell'arma, bisogna rivolgersi subito a polizia o carabinieri. In caso contrario si rischia di essere ritenuti responsabili di reati commessi da altri.

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