Rossi c’è, ma non Forza Italia. Sul treno per ora solo Lega e FdI

Presentato il candidato sindaco del centro destra che avrà anche 2 liste civiche.  Cattaneo: gli azzurri devono risolvere problemi interni ma poi saranno con noi

MANTOVA. Il treno del centro destra è partito, destinazione Via Roma. A bordo il candidato sindaco Stefano Rossi, le liste di Lega e Fratelli d’Italia e quelle civiche dello stesso candidato e di Lombardia ideale. Manca Forza Italia, ma è attesa: può salire alla fermata intermedia, basta che faccia presto a risolvere i suoi problemi interni, se no rischia di perdere la corsa.

Mantova, Rossi è il candidato del centrodestro alle amministrative 2020



Martedì 3 dicembre all’hotel La Favorita Lega e Fratelli d’Italia hanno presentato il candidato Stefano Rossi. Non c’è più tempo per i ripensamenti. «Rossi - dice il segretario provinciale della Lega Antonio Carra - lo abbiamo proposto al centro destra, Fratelli d’Italia ha apprezzato. Adesso massima apertura ai cittadini, al mondo civico».

A tal proposito Carra ha annunciato che scenderà in campo la lista Lombardia ideale del presidente della Regione Fontana, i cui coordinatori saranno Bavutti per il Basso mantovano e il sindaco di Castiglione Volpi per l’alto, a cui darà una mano Cancellieri di Goito. Dell’assenza di Forza Italia parla Cattaneo, responsabile enti locali del Carroccio: «Ha qualche problema da risolvere al suo interno, rispettiamo il percorso che ha scelto. Sono convinto che presto arriverà».

E Carra: «Il suo è un percorso parallelo al nostro. Con Forza Italia non abbiamo alcun problema politico. Non abbiamo dato ultimatum, ma sono intelligenti per capire che i tempi sono stretti. Ci aspettiamo che dopo le feste sciolga le riserve». Su quali siano i problemi interni di Fi tutti glissano. Mal di pancia sul candidato? È probabile. Beduschi, coordinatore provinciale di FdI, appena fattosi da parte come candidato per far uscire la coalizione dall’impasse: «Rossi è la persona giusta perché ha voglia di cambiare la città con proposte che stiamo condividendo. Noi puntiamo sul programma alla cui stesura gli alleati parteciperanno in modo paritetico. Ma non sarà un contratto» si corregge rispetto al giorno prima.



Rossi, 53 anni, imprenditore senza tessera ma con simpatie salviniane, mette subito in chiaro: «Oggi si parte e ci sarà da lavorare molto. Non esiste un programma di Rossi perché prima voglio condividerlo con gli alleati per poi portarlo in mezzo alla gente». Tra la gente c’è già stato in questo periodo di trattative tra i partiti, scambiando idee e raccogliendo suggerimenti e preoccupazioni nei quartieri e durante i coffee time organizzati appositamente.

Alla fine ha capito che «c’è una città che ha bisogno di una scossa» e che per darla «ci vuole il coraggio di fare scelte forti perché non si può tollerare una Mantova inaccessibile e dai negozi chiusi. Certo, i temi del lavoro, delle infrastrutture e della sicurezza sono cruciali». E mentre tutti applaudono Rossi i leghisti già pensano al 14 dicembre data della manifestazione «No tax day» a Mantova, alla quale potrebbe partecipare il «capitano» Salvini.
 

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