Corneliani, congelato lo stato di agitazione. «Ma il nuovo ad firmi il verbale di accordo»

I sindacati si aspettano la convocazione prima di Natale. Poi l’incontro con la proprietà sul futuro dell’azienda

MANTOVA. Lo stato di agitazione alla Corneliani è stato congelato in attesa di un incontro dei sindacati con il nuovo amministratore delegato Giorgio Brandazza. Lo ha deciso mercoledì 4 dicembre  l’assemblea dei lavoratori dopo che i rappresentanti di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec hanno illustrato i risultati del vertice avuto lunedì scorso con l’azienda. Un segnale positivo che conferma il prosieguo delle trattative.

Corneliani, i sindacati chiedono un incontro con il nuovo amministratore delegato

Michele Orezzi di Filctem Cgil definisce quel faccia a faccia con l’azienda «positivo, svoltosi in un clima migliore», la premessa per fare poi il punto della situazione con i lavoratori e ottenere da loro il via libera a proseguire il confronto.

I sindacati, da operai e impiegati, hanno ricevuto un mandato preciso: «Chiederemo al nuovo amministratore delegato, come primo atto - spiega Orezzi davanti ai cancelli della fabbrica, subito dopo la conclusione dell’assemblea - di sottoscrivere il verbale di accordo del 19 novembre scorso dove è delineato il percorso condiviso. Il problema è che non sappiamo ancora se il nuovo ad abbia ricevuto o meno le deleghe operative. Lo abbiamo chiesto al capo del personale ma non ha saputo risponderci. L’incontro con lui per la firma dovrebbe avvenire prima di Natale».

Altri due i punti su cui i sindacati spingeranno: l’applicazione integrale del verbale di accordo e una parola chiara, da parte dell’azienda, sul proprio futuro, da esplicitare in un incontro con la proprietà da tenersi subito dopo la firma del verbale. «Chiederemo - spiega ancora Orezzi - che la proprietà garantisca tutti i punti del verbale, a partire dalla centralità del sito produttivo di Mantova. Lunedì ci hanno ribadito la loro intenzione di farlo, unitamente al fatto di trasferire a Mantova le produzioni dall’estero».

In assemblea i sindacati hanno anche riferito sull’andamento della Corneliani nel 2019: «Ci hanno presentato una sorta di semestrale - dice Orezzi - da cui è emerso che sul fatturato, rispetto al 2018, c’è stata una perdita del 10% invece del 5% preventivato. La stagione primavera estate del 2020 è andata male, mentre ci sono sensazioni buone, ma non numeri, per quelle autunno inverno 2020 e primavera estate 2021».

Rosaria Scibilia della Femca Cisl evidenzia «la positiva reazione dei lavoratori alla notizia dell’arrivo del nuovo amministratore delegato perché ora ritengono si andrà avanti con le idee più chiare sul piano industriale. Lo stato di agitazione, per ora, è stato messo da parte per portare avanti la trattativa con l’azienda».

Per Merielisa Scirè della Uiltec «al momento scompare il nodo esuberi: lunedì non ne abbiamo voluto nemmeno parlare, se non come volontarietà, e cioè come pre-pensionamenti o aiuti ai pensionamenti. Lunedì è stato messo a nudo un deficit nell’organizzazione del lavoro e l’azienda si è messa in ascolto, un fatto positivo. Lo spartiacque, però, la fa la nomina del nuovo amministratore delegato, attore principale della trattativa. Speriamo che si insedi velocemente. Non tollereremo il tergiversare: una volta che sarà al suo posto dovrà dire quali sono le sue linee guida e i punti da toccare nei tavoli tecnici monotematici. Il nostro accordo è la base su cui lavorare. Da lì non si torna indietro».

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