La sostenibilità che conviene: «Così aiutiamo le aziende»

Lara Benazzi con il team della start up Sfridoo che valorizza scarti e residui di produzione industriale

La manager mantovana Benazzi lancia il progetto SostenAbility con la società Econsulting. L’obiettivo: meno impatti ambientali e più benefici sociali per spingere l’economia

MANTOVA. L’Ilva, ad esempio. «Verrebbe da dire chiudete tutto. Sì, ma dopo che si fa? Il guaio è che non c’è un piano B, figurarsi un piano C». Stessa cosa per la plastic tax: «Benissimo, ma senza un’alternativa dove si va?» Per Lara Benazzi è necessario (e indifferibile) un cambio di mentalità, un nuovo paradigma che metta al centro la sostenibilità. Attorno alla quale, da libera professionista, ha costruito il progetto SostenAbility per la società emiliana Econsulting.

Sostenibilità, quindi, concetto talmente largo da collassare in un esercizio di stile, buono per riempirsi la bocca e lustrarsi la coscienza. E invece no. E invece si scopre che la sostenibilità è un imperativo di legge (almeno per gli enti d’interesse pubblico con più di 500 dipendenti), che ha trovato la sua cornice istituzionale nell’Agenda 2030, programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi di 193 Paesi nel perimetro dell’Onu. Programma scandito in una miriade di obiettivi, e declinato nel Vecchio Continente attraverso la “Strategia europea per lo sviluppo sostenibile”.


La domanda resta però intatta sullo sfondo: cos’è la sostenibilità? «Per un’impresa, un ente locale o una organizzazione del Terzo Settore, essere sostenibili vuol dire saper adottare un approccio integrato, quindi avere presente che gli impatti ambientali e i risvolti sociali della propria attività incidono fortemente anche in ambito economico-gestionale» risponde Benazzi, che vanta una lunga esperienza come manager in piccole e medie imprese, e ha attraversato la scena politica come campionessa del civismo, spendendosi per l’ambiente e le pari opportunità.

In principio fu la filantropia aziendale, affidata al buon cuore dei padroni, quindi venne la responsabilità sociale d’impresa e adesso s’impone la sostenibilità: al di là della spinta normativa, Benazzi insiste sull’opportunità strategica. Alla quale si allaccia il progetto SostenAbility: «Cosa proponiamo? Ci offriamo di accompagnare imprese, pubbliche amministrazioni, cooperative sociali ed enti del Terzo Settore verso una gestione e un’operatività sempre più sostenibili, con un’attenzione crescente ai rischi d’impresa e alle opportunità nel medio-lungo termine, alla riduzione degli impatti ambientali, al miglioramento dei benefici sociali» risponde la manager.

In particolare, l’attività si concentra sul processo di “accountability”, «affinché imprese ed enti locali siano sempre più propensi a misurare, monitorare e rendicontare i progressi delle proprie performance di sostenibilità, con evidenti benefici in termini di risultati e reputazione». L’obiettivo largo è uscire dai cancelli delle singole imprese per fare rete tutti insieme: privati, settore pubblico, università, centri di ricerca. Spazzando via la logica piccola dell’orticello. 

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