L’anniversario dei Martiri di Belfiore a Mantova con storici e studenti

La cerimonia, alla quale ha presenziato anche il vescovo monsignor Marco Busca, è stata aperta dalle parole del professore Rodolfo Signorini, che ha narrato la storia dei Martiri: «I Martiri di Belfiore furono uomini di carattere, di coraggio, tutti d'un pezzo, di virtù, alieni dai compromessi, che diedero la vita per la libertà d'Italia».

MANTOVA. A centosessantasette anni dalla loro condanna a morte, la mattina del 7 dicembre alla valletta di Belfiore, ha avuto luogo la annuale commemorazione dei Martiri di Belfiore.



Cittadini e autorità civili, militari e religiose hanno gremito la piazzetta antistante al monumento eretto in onore dei patrioti del Risorgimento italiano e hanno intonato l'inno nazionale.



«Quella dei Martiri di Belfiore è una commemorazione particolarmente sentita dalla città di Mantova» – ha sottolineato il presidente del consiglio comunale di Mantova, Massimo Allegretti – in quanto i patrioti che ricordiamo oggi sono per tutti un esempio di democrazia e di vivere civile, che deve essere preservato».

Mantova, la commemorazione dei Martiri di Belfiore



La cerimonia, alla quale ha presenziato anche il vescovo monsignor Marco Busca, è stata aperta dalle parole del professore Rodolfo Signorini, che ha narrato la storia dei Martiri: «I Martiri di Belfiore furono uomini di carattere, di coraggio, tutti d'un pezzo, di virtù, alieni dai compromessi, che diedero la vita per la libertà d'Italia».



La manifestazione è proseguita con gli interventi degli studenti della scuola primaria Martiri di Belfiore che hanno interpretato la poesia Martiri di Belfiore di Ferruccio Ferretti, e degli studenti del liceo scientifico Belfiore, che hanno letto alcuni brani di commemorazione.

«La libertà, la patria e la giustizia non sono doni, sono conquiste di questi patrioti» – ha proseguito Allegretti – «pertanto devono essere commemorate con impegno, costanza e serietà d'intenti». Al termine del discorso, è stata deposta la corona celebrativa, durante l'esecuzione dell'inno del Piave. La cerimonia è proseguita al monumento dedicato a Pietro Fortunato Calvi, in strada Cipata, dove è stata posta un’altra corona.
 

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