Partito l’iter del biometano. Produzione entro il 2022

Tea investe 26 milioni a Pieve per riciclare tutto l’umido domestico provinciale. La stima: 3,2 milioni di metri cubi di gas naturale e 3.600 tonnellate di CO2 


BORGO MANTOVANO.  È stato presentato in Provincia ed è in attesa di ricevere l’autorizzazione il progetto di impianto produzione biometano che la società pubblico-privata Tea ha progettato con un investimento di 26 milioni, su un’area di 64mila metri quadri accanto alla ex discarica di Pieve di Coriano. Se tutto andrà per il verso giusto, entro la prima metà del 2022 si avrà la produzione non solo di metano per autotrazione partendo da una filiera sostenibile, ma anche di CO2, che sarà quindi sottratta ai cicli ambientali.

Il progetto ha mosso i suoi primi passi fra 2017 e 2018. Allora, la società del gruppo Tea che si occupa di rifiuti, Mantova Ambiente, aveva studiato l’idea di produrre metano partendo dagli scarti dell’umido domestico. Intenzione in linea con la volontà della società di andare sempre più verso una economia circolare. In provincia di Mantova la produzione di scarti domestici organici, la cosiddetta Forsu, si assesta attorno alle 42mila tonnellate annue al netto dell’autosmaltimento effettuato con i compostori domestici. La Forsu, già differenziata alla fonte dai cittadini, è una ottima base per i processi di fermentazione dai quali si ottiene biogas. Ma oggi l’Italia favorisce, attraverso incentivi specifici, le produzioni che sottraggono CO2 all’Ambiente. E la produzione di metano, utilizzato per l’autotrazione, consente di togliere l’uso di combustibili fossili (gasolio o benzina). Un doppio vantaggio per la collettività, dunque, che riciclando i propri scarti organici ottiene un carburante pulito che migliora l’ambiente. Non solo, se il biogas è costituito al 60% circa da metano, il restante 40% è CO2. Una volta frazionato, il gas che ritorna nell’ambiente è a bilancio zero poiché era semplicemente “sequestrato” all’interno dei rifiuti verdi e torna quindi all’ambiente da dove era stato tolto. Il progetto di Mantova Ambiente prevede di recuperare anche questa CO2 di produzione vegetale che una volta separata dal metano può essere destinata a fini industriali con un bilancio ambientale estremamente favorevole.

Il terzo vantaggio in termini di economia circolare proviene dal fatto che alle oltre 40mila tonnellate di Forsu, sarà aggiunta nel ciclo produttivo una decina di tonnellate derivanti dalla raccolta del verde e delle ramaglie. Gli sfalci, con la loro struttura vegetale, consentono di produrre fertilizzante ecologico. Alla fine, partendo da 58mila tonnellate all’anno di scarti, si otterranno 3,2 milioni di metri cubi di metano e 3.600 tonnellate di CO2 oltre a produrre compost: prodotti ecologici che contribuiranno a migliorare l’ambiente.

L’intera produzione provinciale della Forsu alimenterà dunque questa economia circolare che complessivamente eviterà l’immissione ogni anno di 6mila tonnellate di CO2 garantendo l’autosufficienza nel trattamento dell’umido domestico. 


 

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