Un documentario sul genio delle lancette: «Porto nel cuore l’orologio di piazza Erbe»

Stanno terminando a Cividale le riprese che raccontano la storia di Alberto Gorla. La regia è di Giancarlo Baudena 

RIVAROLO MANTOVANO. Basta avvicinarsi alla sua casa per capire le grandi passioni di Alberto Gorla: la lavorazione del ferro e la realizzazione e riparazione di orologi, in particolare quelli astronomici.

Il rumore delle lancette che sottolinea il passare delle ore è inconfondibile. E sulla facciata della sua abitazione colpisce l’attenzione l’orologio astronomico con calendario perpetuo. «È la sintesi di tutto ciò che ho visto e imparato» racconta Gorla. Quando lo incontriamo, ha appena terminato di registrare le scene del documentario che lo vedrà protagonista per la regia di Giancarlo Baudena.

Un lungometraggio di circa un’ora che ripercorre la storia e i lavori del grande genio degli orologi che ha la sua base a Cividale, frazione di Rivarolo Mantovano. Le riprese, che vedono dietro la telecamera Baudena (sceneggiatore, regista e produttore di Cuneo) stanno per terminare. Oltre a raccontare la vita di Gorla con immagini che riprendono la quotidianità nella sua casa, dove un ruolo di primo piano lo riveste la moglie Rosa, e nel laboratorio, il documentario illustra gli orologi che Gorla ha riportato in vita. E per farlo, Gorla si è spostato con il regista in tutto il nord Italia per mostrare alcuni suoi lavori. Tra le tappe: Mantova dove c’è l’orologio astronomico astrologico del Palazzo della Ragione in piazza delle Erbe e Venezia dove troviamo l’orologio quattrocentesco della Torre dei Mori. Bellezze che la storia ci ha lasciato e che continuano a scandire i minuti proprio grazie al maestro di Cividale.

La prossima registrazione sarà a Macerata dove Gorla ha restituito alla città l'unico esemplare al mondo di orologio planetario: quattromila pezzi per tre metri di diametro. È questo però un viaggio troppo lungo per l’artigiano, classe 1940, che compirà 80 anni in febbraio. Ad affiancare Baudena ci sarà Fabrizio Pagani, collaboratore e allievo di Gorla da dieci anni insieme al fratello Ottorino. E gli ingranaggi che negli anni sono tornati a funzionare grazie alla mente di Gorla sono numerosi, da Firenze a Parma a Bergamo e Brescia.

«Nei primi anni 2000 mi ero avvicinato al mondo degli orologi con l’idea di girare un cortometraggio su Alessio Jacod della Val d’Aosta - racconta il regista - Mi sono avvicinato a Gorla nel 2017 grazie all’amica Valentina Tampellini, pittrice di San Benedetto Po, che mi ha mostrato un articolo che parlava di lui. Le riprese principali sono state girate quest’anno e per febbraio il documentario dovrebbe essere pronto».

Alberto Gorla, il genio degli orologi giganti



«Sono 62 anni che ho aperto la bottega» racconta Gorla nel suo laboratorio circondato dai suoi strumenti di lavoro dove nulla è digitale. Tornio, fresa, trapano: tutto ha almeno 70 anni. E tra gli orologi da terra pronti per essere regalati alle figlie e gli strumenti di lavoro, si scopre un’altra sua passione: i gatti. «Vengono in bottega, mi fanno compagnia» dice. «Per i primi 30 anni ho lavorato il ferro, poi ho proseguito come orologiaio» continua. Un amore, quello degli orologi, «innato», emerso già all’età di 6 anni. «In casa c’era una sveglia che non funzionava, non c’erano soldi per ripararla, l’ho smontata per studiare la macchina» racconta. La sua attività legata alle lancette parte negli anni ’80 quando fu interpellato dall’amministrazione comunale di Commessaggio per il restauro di un orologio antico di cinque secoli. «Ho aspettato un anno prima di accettare l’incarico» racconta. E nel 1986 ricostruisce l’orologio di piazza Erbe.

«Amo tutti i miei lavori, ma quello che mi è rimasto più nel cuore è proprio quello di Mantova, e non perché sono mantovano ma perché si tratta di una macchina molto complessa. È stato poi il mio primo lavoro importante: per metterci mano, col supporto del professor Signorini, ho studiato per più di 6 mesi testi trovati nella biblioteca di Padova. Ora funziona ancora perfettamente, ma l’amministrazione dovrebbe pulire il quadrante. È un vero gioiello». E proprio lo studio è il segreto di un maestro come Gorla. «Ogni orologio va analizzato per trovare i punti deboli della macchina - spiega - E con l’esperienza si fa presto». «Alla sera non guarda la televisione - raccontano i suoi collaboratori - ma legge libri e si tiene aggiornato».

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