La tradizione mantovana si rinnova: San Biagio si trasforma in presepe vivente

Quasi 200 fra volontari e figuranti. E a Natale c’è il vescovo. In scena da 27 anni, ora arrivano anche droni e social

MANTOVA. Una sacra rappresentazione che inscena la Natività per fare memoria del momento più importante della storia cristiana. Ma anche un momento magico che grazie al buio rotto dalle fiaccole, alle musiche, ai colori crea atmosfere natalizie che sono patrimonio di tutti.

Da ventisette anni l’associazione “Notte di luce” e la parrocchia ricreano il villaggio di Betlemme accanto alla chiesa di San Biagio. E la più longeva delle rappresentazioni natalizie, se resta fedele a se stessa nel messaggio, quest’anno rinnova l’aspetto esteriore. Nuovo sito internet, foto curate, riprese dal drone e soprattutto partecipazione attiva sui social network, da Facebook a Instagram, al canale video di Youtube. «Per dare uno spazio - spiega il parroco don Mirko Frignani - a coloro che apprezzano le atmosfere magiche del presepe vivente e vogliono condividere la loro esperienza, i loro ricordi fissati su scatti fotografici, con gli altri».


Un rinnovamento importante che si aggiunge alle altre due novità introdotte con l’edizione 2019. «Da un lato - spiega Maurizio Riccadonna, storico promotore del Presepe - grazie alla disponibilità del Comune si avrà un’area camper in via Rodari, dall’altra proprio il Comune offrirà un momento di ristoro e di banchetti natalizi grazie al mercatino che si terrà nella zona delle Acli il 26, 29 e il 5 gennaio».

Sei le rappresentazioni che si terranno il giorno di Natale, quando parteciperà il vescovo Marco Busca che alle 18 celebrerà in chiesa la messa, quindi Santo Stefano, il 29 dicembre e le tre date del prossimo anno: domenica 5, il 6 e il 12 gennaio.

Rodata e collaudatissima la formula che prevede su 5mila metri quadri ove sono state costruite le 40 capanne della piccola Betlemme la rappresentazione dei mestieri d’epoca inscenata da circa 140 figuranti. Sei famiglie si alterneranno nell’impersonare la Sacra Famiglia mentre una trentina di volontari si sono messi all’opera da settembre per l’allestimento di quella Natività che ad oltre duemila anni dall’evento narrato dai Vangeli è capace ancora di emozionare.


 

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