Confcooperative di Mantova ha 70 anni «Modello umano e virtuoso»

Tra le sfide del futuro prossimo: intelligenza artificiale e processi di automazione E il ministro elogia l’assenza di squilibri tra occupazione femminile e maschile

MANTOVA. Mondo cooperativo in festa nella Sala degli Arcieri di Palazzo Ducale, cornice dell’assemblea per i settant’anni di Confcooperative Mantova. A tracciare un bilancio del passato e le linee guida per il futuro, insieme al presidente Fabio Perini, il ministro per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, il sindaco Mattia Palazzi, il vicepresidente della Provincia Paolo Galeotti, il direttore del master in economia della cooperazione all’Università di Bologna Flavio Delbono, l’assessore regionale allo Sviluppo Alessandro Mattinzoli, e il presidente della cooperativa sociale Evosviluppo Giuseppe Guerini.

Perini ha affrontato le novità di cui la cooperazione deve tenere conto, come l’intelligenza artificiale, i processi di automazione, le paure e disuguaglianze portate dalla crisi. Ha inoltre ricordato il recente incontro con il Papa, che ha lodato la cooperazione in quanto «modo di restare umani in un mondo che vuole mercificare ogni cosa». Tra i benefici sociali della cooperazione, il contrasto alla discriminazione di genere, come ha sottolineato il ministro Bonetti, che ha elogiato l’assenza di squilibri tra occupazione femminile e maschile nel mondo cooperativo.


Palazzi ha voluto porre l’accento sulla cultura della cooperazione, da difendere e tenere alta per sconfiggere odio e rancore che quotidianamente vengono iniettati a scopo di propaganda politica. Galeotti vede il mondo della cooperazione come un sistema per superare contrapposizioni e trovare una via conciliativa, ad esempio nella dicotomia tra pubblico e privato. Con le sue parole ha sottolineato come la cooperazione non sia alternativo al pubblico, ma complementare.

Per Delbono l’importanza del mondo cooperativo deriva dal suo contributo alla coesione sociale, attraverso la creazione di benessere e la compressione delle disuguaglianze, conto discriminazioni e delocalizzazioni. Secondo Mattinzoli il punto di forza della cooperazione, che la rende la forma più innovativa di fare impresa, è il suo mettere al centro la persona: la Regione, dal canto suo, può contribuire creando percorsi normativi di agevolazione e facilitazione.

Guerini ha parlato delle similitudini tra l’intento dei padri fondatori dell’Unione Europea e quello degli operatori della cooperazione, cioè la volontà di «costruire soluzioni comuni partendo da comuni analisi delle criticità». Inoltre, alla base sia dell’economia cooperativa sia dell’UE c’è il principio di sussidiarietà.

Assente giustificato, ha voluto aggiungere i propri saluti anche il vescovo Marco Busca, le cui parole di elogio per il mondo cooperativo derivano dalla consapevolezza che questo rappresenti un freno all’individualismo dilagante nella nostra società.

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