Fulgar acquista Pompea, nasce un colosso: superpotenza della calza dal filato ai negozi

Operazione a nove zeri per creare nel cuore del distretto una filiera verticale, tintoria e logistica escluse dall’accordo

CASTEL GOFFREDO. Fulgar acquista Pompea. Un comunicato di una ventina di righe ha confermato il 17 dicembre in serata quanto i rumors delle scorse settimane avevano anticipato a mezza voce. La notizia che coinvolge due dei marchi più prestigiosi del mondo della calza potrebbe rivoluzionare l’assetto dell’intero distretto. Da un lato Fulgar, con sede a Castel Goffredo, il maggior produttore italiano di filati, distributore del marchio Lycra per l’Europa. Con un fatturato di oltre 200 milioni di euro è leader nella produzione del nylon di alta qualità, il cosiddetto 6.6, e da quasi un decennio fa della sostenibilità un elemento imprescindibile del proprio business.

Dall’altro Pompea, un colosso produttivo con calzifici a Medole e in Serbia e tintoria e logistica ad Asola, oltre 70 milioni di fatturato e negozi di catena con proprio marchio a completare il ciclo dalla produzione al consumatore finale. Unire queste due realtà significa far nascere la più importante realtà del distretto che dalla produzione del filato, alla torcitura, alla tessitura ed ai negozi di vendita creerà una filiera verticale in grado di rivoluzionare gli assetti del mercato italiano delle calze.

Promotori dello storico matrimonio le famiglie Rodella per Pompea e Garosi per Fulgar, con la mediazione di advisor e di confronti manageriali. La parte legale dell’operazione è stata gestita dall’avvocato Davide Zagni di Mantova, la parte contabile e fiscale dal dottore commercialista castellano Roberto Redini.

Nella sostanza, il preliminare firmato l’altra sera e che chiude mesi di trattative, prevede che Fineos Srl, la holding che detiene già il controllo di Fulgar Spa acquisti il 100% del capitale sociale (oggi 39 milioni detenuto in gran parte dalla Minor spa ed il resto dalla famiglia Rodella). Il trasferimento delle azioni (non è stato reso noto il controvalore in euro) è previsto il 5 marzo 2020.

Prima sarà completata la scissione della attuale Pompea. Gli immobili e le attività di lavorazione che avvengono ad Asola (tintoria e logistica) resteranno in mano agli attuali azionisti di Pompea e quindi alla famiglia Rodella. Il calzificio di Medole con il marchio e gli accordi sarà invece della holding che detiene Fulgar spa.

«Siamo convinti – spiega Attilia Casnici, amministratore delegato di Fulgar – che questa operazione rafforzerà l’italianità del marchio e contribuirà al recupero della centralità e della leadership del distretto della calza nel mercato europeo. A chi teme che con questa acquisizione i produttori locali di calze saranno sfavoriti rispondiamo che i benefici di questa operazione saranno per tutti e come società faremo ovviamente tutto il possibile per mantenere l’equità del mercato».

Soddisfazione è espressa anche dalla famiglia Rodella, storica titolare del marchio che ha fatto crescere negli anni. A parlare è Alessandro, figlio di Adriano, che da operaio 14enne è riuscito a diventare proprietario di una delle aziende maggiormente quotate nel mondo delle calze. Alla Fineos andranno, oltre al marchio, anche lo stabilimento medolese, creato nel 1996, e quello in Serbia, dove oggi avviene la produzione per la grande distribuzione, che assorbe un quarto del fatturato.

«Non nascondo che fra i possibili acquirenti c’erano altri – spiega Alessandro Rodella – In particolare investitori russi e fondi. Ma la mia famiglia è nata e cresciuta qui. E l’importanza del marchio, del lavoro, dei dipendenti, poteva rischiare di finire in pochi anni se non consegnato in mani fidate. Per questo abbiamo preferito la famiglia Garosi, garanzia per la salvaguardia della produzione che la nostra famiglia ha creato».

Senza l’appoggio della produzione, Asola resterà zoppa? «Al contrario tintoria e logistica potranno crescere ulteriormente e non nascondiamo che si possa arrivare anche a nuove assunzioni».

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