Arte islamica: via alle relazioni tra Palazzo Te e il Museo Aga Khan

Il sindaco Palazzi: possibile collaborazione tra Mantova e l’istituzione di Toronto. Presentato il concerto “Amata Siria-In ManTua” in programma al Bibiena

MANTOVA. «Stiamo lavorando per stabilire relazioni importanti tra Palazzo Te e il Museo Aga Khan di Toronto, tra i più importanti al mondo per quanto riguarda l'arte islamica». L'annuncio arriva dal sindaco Palazzi in occasione della presentazione di Amata Siria-In ManTua, performance musicale in programma sabato 21 dicembre alle 21 al teatro Bibiena.

Uno spettacolo con importanti fini umanitari, visto che il ricavato sarà devoluto ai programmi Unhcr per i campi profughi siriani, e che non resterà un episodio isolato. Il format, infatti, sarà esportato in vari luoghi del mondo e appuntamenti sono già in programma a marzo 2020 nel Nord America. La prima assoluto oltreoceano si terrà nel teatro del Museo Aga Khan di Toronto, realtà che ha sposato da subito l'iniziativa. E ieri era presente a Mantova Radwan Khawatmi, board director del museo e responsabile del progetto di restauro del centro storico di Aleppo, patrimonio dell'umanità. Una presenza che, oltre a testimoniare la vicinanza dell'importante realtà museale canadese al progetto, sottintende ad una possibile collaborazione tra Mantova e il museo di Toronto. «Ne abbiamo già parlato e continueremo a parlarne - ha spiegato il sindaco - Questa è un'iniziativa alla quale dar seguito. Spero di riuscire a rispondere presente all'invito di Khawatmi per il concerto in programma a marzo a Toronto».

Lo spettacolo  è ispirato a storie vere di siriani durante gli ultimi otto anni di guerra. Direttore d'orchestra sarà Nahel Al Halabi, compositore siriano dal 2012 in Italia e da tre anni a Mantova. Sul palco un'orchestra di più di trenta elementi con prime parti di enti lirici e sinfonici come Arena di Verona o La Fenice di Venezia. Regia di Federica Restani, coreografie a cura di Gianluca Possidente. Sul palco la performance musicale si intreccerà con testi recitati e cantati, con movimenti corporei e con video.

Il progetto ha coinvolto gli studenti dell'istituto Carlo d'Arco e Isabella d'Este, in particolare il liceo coreutico coordinato da Marta Cicu e l'indirizzo grafico coordinato da Cinzia Lanzafame. Il progetto è stato benedetto da Papa Francesco e gode dei patrocini di Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, della Capitale europea della Cultura Matera 2019 e del Comune e della Diocesi di Mantova.

L'evento viene realizzato grazie ai contributi di Comune, Fondazione Banca Agricola Mantovana e Fondazione Comunità Mantovana. La prevendita sta facendo registrare ottimi numeri ma restano ancora biglietti disponibili. Possibile acquistare i tagliandi, in vendita al costo di 10 euro, sul circuito vivaticket o alla biglietteria del teatro Bibiena. Sarà possibile effettuare ulteriori donazioni volontarie prima o dopo lo spettacolo. L'obiettivo di Amata è valorizzare l'arte come promotrice di pace e di interazione tra le culture. Questo anche sostenendo programmi di formazione di giovani artisti e, in collaborazione con organizzazioni internazionalmente riconosciute, offrire aiuti per la soluzione della causa trattata.

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