«Porterà 60 posti di lavoro»: ma sul polo logistico è scontro

Il consigliere comunale di opposizione Luisi attacca il sindaco Morselli durante un incontro pubblico

SAN GIORGIO BIGARELLO. Alcuni tecnici, nei loro gilet arancioni, sono già alle prese con le rilevazioni nello spicchio di terreno compreso tra la A22 e la ex Legnaghese, all’altezza dell’ipermercato Martinelli. Lavorano al progetto Ateco 3 Romagnola. Una superficie territoriale di 180mila metri quadri, due nuovi capannoni di al massimo 14 metri d’altezza e 75mila metri quadri di superficie, 20mila metri quadri di verde compensativo: questi in soldoni i numeri del nuovo polo logistico che agita i cittadini di San Giorgio.

«Polo logistico che attiverà 60 posti di lavoro (più indotto)», con «ciclabile e 35.000 metri quadrati di verde pubblico e privato», promette la maggioranza “Insieme per San Giorgio”.

Ma il dibattito si accende. Il 16 dicembre, al centro culturale di via Frida Kahlo, il consigliere Pierluigi Luisi della lista “Benessere per San Giorgio Bigarello - Potere al Popolo” (che per primo ha sollevato il caso) ha incontrato i cittadini e ha illustrato loro il progetto, attaccando il sindaco Beniamino Morselli. Luisi è partito leggendo il programma di “Insieme”: «Proseguire nella scelta di consumo di suolo zero: nel piano di governo del territorio nessun aumento delle aree edificabili». «È curioso - ha commentato Luisidella - che Morselli sia stato eletto con un programma che ora apertamente contraddice».

Il Pgt che ha concesso la destinazione del terreno alla realizzazione di un polo logistico è in realtà quello del 2011, ma la delusione dei cittadini è comunque palpabile.

In merito al verde compensativo previsto dal progetto, il consigliere è poi categorico: «Parlando di ambiente, la compensazione non esiste: cosa saranno 20mila metri quadri di siepi di fronte a 160mila metri quadri di nuova cementificazione?».

Costretti all’angolo nella fase attuativa del progetto, “Benessere per San Giorgio Bigarello” studia i cavilli legali: il passaggio sul terreno di un corridoio ecologico secondario sarà l’elemento su cui si focalizzerà la loro attenzione nei prossimi giorni.

I residenti, le cui reazioni oscillavano tra lo sgomento e la rabbia, hanno espresso la volontà di muoversi su due direttrici: una raccolta firme e la ferma richiesta di un incontro pubblico, alla presenza della giunta, in cui potersi confrontare direttamente con il sindaco.

 

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