Mantova, presepe inclusivo contestato dai genitori

Il leghista Ghidini: «A scuola non si fa politica». La dirigente dell'istituto di Ceresara: «Volontà polemica? No, l’accoglienza è invocata dal Papa»

CERESARA. Polemica alle scuole di Ceresara dopo la mattina dedicata agli auguri durante la quale la dirigente ha aperto le porte alle famiglie per i saluti natalizi. Le famiglie hanno potuto così vedere il presepio realizzato dai bambini della scuola. La polemica viene sollevata da alcuni genitori e da alcuni militanti della Lega che, con Elvio Ghidini, volto storico del Carroccio di Ceresara e nell'Alto Mantovano, fanno sapere di non gradire e condividere la soluzione adottata dal plesso. «La politica dovrebbe stare fuori dalle scuole. Questa scelta del presepio dell’inclusione è un modo per camuffare la politica nei corridoi della scuola» affermano, in sintesi, alcuni genitori presenti alla manifestazione. Il presepio in questione è incentrato sul tema della famiglia.

Dei simboli tradizionali, però, è presente solo la vera e propria Sacra Famiglia nella capanna (realizzata con bottiglie di plastica). Il villaggio, infatti, è popolato non da pastori e artigiani, ma dalle famiglie che, spiegano dalla scuola, sono state realizzate dai bambini e dalla bambine pensando alla propria casa. In un angolo, poi, una barca vuota su un mare disegnato a tempera. Sulla stella cometa si legge “Io vedo che quando allargo le braccia i muri cadono. Accoglienza vuol dire costruite ponti e non muri”, frase di don Andrea Gallo. In una stella, invece, si legge: “L’accoglienza è fantastica. Se non accogliamo siamo cattivi come quelli che fanno la guerra”...

Il presepio in questione, come gli altri presenti nei plessi, partecipa inoltre a un concorso indetto da Regione Lombardia. Sul tema, però, il parere della dirigente Anna Raccuia è diametralmente opposto a quello espresso dai genitori. «Nessuna forma di politica e tanto meno di volontà polemica c'è stata nel pensare questo presepio. Ci tengo a precisare che in tutti i nostri plessi - Ceresara, Casaloldo, Gazoldo degli Ippoliti e Piubega - è stato realizzato il presepio su mia espressa richiesta, volontà e stimolo. Sono credente e praticante e, allo stesso tempo, attenta alle parole del nostro Santo Padre, Papa Francesco, che in questi giorni che precedono il Natale, sta parlando in modo intenso di accoglienza e di povertà».


La dirigente, dunque, rivendica una riflessione che già sulla home page della scuola di Ceresara si legge in modo chiaro. L'invito, infatti, recita “Restiamo umani. Un caloroso augurio di pace e serenità”. La Raccuia rivendica «un'attenzione alla famiglia quale luogo dell'amore, della tolleranza e dell'accoglienza. Questo abbiamo voluto mettere in scena nel nostro presepio. Abbiamo messo le nostre famiglie, tutto qua. Sono convinta che l'incontro sia alla base della convivenza. Noi incontriamo le trazioni degli altri e chi arriva da altri paesi incontra le nostre: è civica convivenza, non guerriglia».

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