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Dalla Diocesi alla Gazzetta. Nove giorni per gli auguri di Natale

Il vescovo spedisce il biglietto il 18 dicembre e il direttore lo riceve solo il 27. Continuano le proteste degli abbonati per i quotidiani che arrivano in ritardo



MANTOVA. Ci risiamo. Ad un anno e mezzo dall’entrata in vigore del nuovo sistema di recapito che ha rivoluzionato il lavoro e l’organizzazione di Poste italiane, non accennano a diminuire le proteste della gente per un servizio giudicato inefficiente. Giornali che vengono recapitati a domicilio con enorme ritardo, persino quattro giorni dopo, corrispondenza abbandonata ad indirizzi sbagliati e biglietti di auguri che per arrivare da una parte all’altra della città impiegano un’eternità. Quest’ultimo caso è capitato direttamente alla Gazzetta, testimone, quindi, in prima persona del disservizio.


Il vescovo Marco Busca ha inviato al direttore Paolo Boldrini un biglietto di auguri in vista del Natale. Il prelato lo ha scritto per tempo, in modo da evitare sgradevoli ritardi nella consegna, e lo ha spedito. Il biglietto è arrivato a destinazione, nella redazione della Gazzetta di piazza Mozzarelli, venerdì 27 dicembre. Peccato, Natale è già passato ma gli auguri non sono mai fuori tempo e sempre bene accetti.

Quando, però, si guarda la data di spedizione impressa sul biglietto, monta la rabbia. «37138 Verona CMP 18-12-19» c’era stampigliato. Morale, il biglietto di auguri, spedito lo scorso 18 dicembre, per arrivare da piazza Sordello a piazza Mozzarelli, da una parte all’altra di una città tutt’altro che metropoli, ha impiegato nove giorni. Neanche avesse dovuto fare più volte il giro del mondo. Il prossimo Natale, onde evitare figuracce per conto terzi, il vescovo - siamo certi - per gli auguri userà il telefono.

I problemi non si fermano qui. A Marmirolo, dopo le proteste di fine novembre, le cose sono precipitate di nuovo. Diversi abbonati hanno ricevuto il giornale del 24 dicembre solo il 27 con quello del giorno: «L’ho avuto doppio - lamenta un affezionato lettore - perché quello dell’antivigilia me l’ero già comprato in edicola». A parte questi casi, in paese e nelle frazioni i giornali vengono normalmente recapitati a casa nel tardo pomeriggio e questo non fa altro che aumentare le proteste. Che sono lo stesse che si alzano da molte parti della provincia. Per non parlare di quei Comuni dove il recapito avviene a giorni alterni: in questo caso il quotidiano arriva un giorno sì e uno no. E a pomeriggio inoltrato.

Come se non bastasse, continuano a verificarsi casi di abbandono di corrispondenza, già denunciati tempo fa. In via Acerbi, per esempio, gli inquilini di un condominio hanno trovato una lettera indirizzata ad una persona che non abita più lì da tempo; stesso guaio denunciato a Quistello. La giustificazione di Poste italiane, «per noi fa testo l’indirizzo e non il destinatario», non basta. I sindacati allargano le braccia. Per loro tutto va bene, così come per l’azienda: il nuovo sistema di Joint delivery funziona e non c’è carenza di personale. E allora, il cattivo funzionamento del servizio? «Qualcuno, portalettere o altri, che non fa il suo dovere» rispondono.
 

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