Via al bando per la Tav: la Sisam e i Comuni pronti alla class action

Pubblicato il documento per realizzare la galleria naturale Ogliosi: «Finora inascoltati, a gennaio si passa all’azione»

ALTO MANTOVANO. Pubblicato il secondo bando di Cepav due per la realizzazione della “galleria naturale” della ferrovia ad alta velocità. Ma ora Sisam e i Comuni dell’Alto Mantovano pensano ad una class action per fermarla.. La galleria - 5 chilometri tra Lonato e Desenzano, 205 milioni di spesa - dovrebbe costeggiare l'autostrada A4 a partire dalla zona industriale (vicino alla Feralpi) e la località Campagna.

Il bando è già stato pubblicato sul sito di Cepav due, il general contractor di Rfi, per la tratta Tav da Brescia a Verona, che nello specifico si svilupperà da Brescia Est (Mazzano) a Verona Ovest (Sommacampagna) per un totale di 45,4 chilometri di cui 16,8 in galleria (solo nel Bresciano sono previsti tunnel a Lonato, Desenzano e Calcinato).


La galleria naturale di Lonato sarà lunga circa cinque chilometri, ma arriverà a sfiorare gli otto con i due tunnel di completamento scavati in trincea. Per il tratto cosiddetto “naturale” verrà utilizzata una gigantesca “talpa”, che dovrebbe arrivare al cantiere di Campagna già a febbraio.

Si tratta del secondo bando promosso da Cepav due per la realizzazione della maxi-galleria: il primo, scaduto alla fine di ottobre, non aveva ricevuto offerte. Con la nuova riformulazione la scadenza si sposta al 10 gennaio per presentare richiesta di sopralluogo e fino al 4 febbraio per fare un'offerta (esclusivamente in via telematica). La prima seduta pubblica avrà luogo il 25 febbraio alle 11, nella sede di Cepav due a San Donato Milanese.

La notizia del nuovo bando riaccende gli animi di comitati ambientalisti e sindaci che già dalla sua presentazione si erano dichiarati contrari. Due interrogazioni al Governo presentate dal deputato castiglionese Andrea Dara e dall’onorevole Rossella Muroni del gruppo LeU; e un articolato studio, affidato ad un consulente tecnico, da parte di Sisam e una ventina di Comuni dell’Alto Mantovano, per sottolineare i gravi rischi idrogeologici e il taglio delle falde che portano acqua all’Alto Mantovano. «Abbiamo presentato questo studio a tutti gli enti, Regione, Ministero, Rfi già a maggio - spiega il presidente di Sisam Giampaolo Ogliosi - Non abbiamo mai ricevuto risposta. Non siamo contrari alle Tav a prescindere, ma a questa sì, perché è dannosa per le nostre ottime falde e inutile: la tratta Brescia-Verona c’è già, con l’Alta Velocità si risparmierebbero solo pochi minuti. Rfi usi i soldi per far funzionare meglio le linee che già possiede. A gennaio, pensiamo di unire tutte le forze contrarie, comitati, Sisam e venti comuni e affidarci ad un avvocato per dare il via ad una azione legale, una sorta di class action per farci ascoltare». —



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