Capodanno alcolico: sette in ospedale, tre sono minorenni

Superlavoro del 118 in città e provincia per i tanti malori. Il questore: «La repressione non basta, servono le famiglie»

MANTOVA. Capodanno, brindisi, spumante. Certo, come non lasciarsi un po’ andare in vista dell’anno che sta arrivando? Ma a Mantova e provincia, il lasciarsi andare sembra abbia assunto toni preoccupanti, soprattutto perché il fenomeno riguarda soprattutto ragazzini minorenni, di appena 15, 16 anni. Durante la nottata fra il 31 e l’1, il servizio di emergenza 118 ha compiuto ben sette interventi di soccorso a persone stramazzate al suolo per il troppo alcol in corpo: tre di queste sono adolescenti.

Il primo intervento già molto prima della mezzanotte, è stato alle 19.20 a Mantova in via Cavour dove una donna di 66 anni si è sentita male in strada dopo aver alzato troppo il gomito: è stato necessario accompagnarla in ospedale.


Il grosso del lavoro dei soccorritori però è stato compiuto nel cuore della notte: all’una, in piazza Martiri di Belfiore in città, i sanitari hanno soccorso un ragazzino di 15 anni, intossicato da un mix di alcolici ingurgitati durante la sera; poco dopo, 1.20, un’ambulanza ha accompagnato all’ospedale di Asola un’altra ragazza di 15 anni. Alle 2, di nuovo in città, piazza Dante, si è sentita male una donna di 34 anni, anche lei finita al Carlo Poma. E poi è stata la volta di Palidano di Gonzaga, dove il personale del 118 è intervenuto in piazza Sordello per un ragazzo di 17 anni, ricoverato poi all’ospedale di Suzzara. Alle 4.30 all’Arcitom di piazza Benetollo, in città, l’allarme al 118 è arrivato per un uomo di 39 anni: intossicazione etilica, è finito al Carlo Poma.

Infine alle 6 del mattino, ultimo intervento a Goito, lungo la ex statale Goitese, per intossicazione etilica di un 41enne.

Le guardia delle forze dell’ordine è sempre alta, negli ultimi mesi la polizia di Stato ha disposto servizi specifici per contrastare il fenomeno dell’abuso di alcol da parte dei minori ed ha chiuso svariati locali che servono alcolici ai ragazzi con meno di 18 anni. «Purtroppo prevenzione e repressione a questo punto non bastano - commenta il questore Paolo Sartori - Anche per i casi appena accaduti cercheremo di scoprire come e dove i ragazzi soccorsi si siano procurati alcolici, ma per far fronte a questa piaga serve un’azione comune, che parta in primis dalle famiglie o dalla scuola. La base deve essere innanzitutto educativa». —


 

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